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Natale con “Che impresa per le donne!”

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Natale donne

Proposte di regali di Natale dalle imprese femminili sostenute da Fondazione Finanza Etica grazie al fondo utili di Etica Sgr con il bando “Che impresa per le donne!”.

 

C’è chi pubblica libri femministi e chi vuole rivoluzionare il mondo del turismo. Chi porta a spasso le api e chi trasforma il latte di capra in un unguento miracoloso. Imprenditrici che sognano di fare un lavoro che non servirà più o che tingono tessuti con i fiori. Giovani agricoltrici che adesso hanno da fare perché devono raccogliere le olive e sognatrici che vanno in giro con una bici elettrica a parlare della resilienza delle api. Chi aiuta le comunità fragili e sparse e chi vuole fare comunicazione in chiave glocal.

Sono le 11 imprese femminili sostenute dal bando “Che impresa per le donne!” nella primavera del 2022. A sei mesi dalla partenza dei loro progetti, grazie al fondo utili di Etica Sgr per un totale di 236.500 euro, hanno concretizzato i loro acquisti, orientato la loro comunicazione, definito la loro mission.

 

Turismo rivoluzionario

Natale

Volete fare le vacanze a Firenze ma siete stufə del turismo mordi e fuggi? Volete sentirvi dentro la città e non contro i residenti? Crocus Trip. Social revolution è quello che fa per voi. Benedetta, Chiara Jean, Francesca,  Valentina e Francesca sono 5 professioniste nel mondo del turismo con anni di esperienza sul campo, che vogliono rivoluzionare il settore rendedolo più sostenibile. Offrono tour alternativi perché il turismo diventi il mezzo per una nuova socialità. Sfogliate il loro catalogo.

 

Negozio di cibo etico in zona Sarpi, a Milano

Natale

Se invece abitate a Milano, fate un salto in zona Sarpi, nel cuore di Chinatown. È aperta Zero per Cento, La Bottega Etica. Un negozio in cui comprare prodotti di qualità, a chilometro zero, sostenibili, spesso senza packaging e dove i commessi e le commesse di questo negozio sono persone con disabilità intellettuale che trovano in quel lavoro un orgoglio, una nuova spinta e anche un nuovo posto all’interno della società. Abbiamo raccontato la loro storia qui. Voi potete andarci a fare la spesa di persona – consigliatisssimo! – ma anche online: prodotti bio, etici e sfusi.

 

Sapone di capra biologico da una comunità resiliente

Gli allevamenti e i pascoli, il formaggio, il latte fanno parte della nostra tradizione, come paese appenninico a 1170 metri sul livello del mare. Shine ha pensato di fare un passo in più e percorrere nuove strade: innovazione, sperimentazione e progresso.

Il latte di capra è ricco di acido lattico, vitamine, proteine e minerali e di allantoina, che ha un’azione idratante e decongestionante. La crema idratante viso al latte di capra è l’ultimo prodotto di Shine, da Pescasseroli, nel cuore dell’apppennino abruzzese. È così che Francesca dell’Ova produce la crema per il viso e il sapone solido al latte di capra: solido, naturale, con packaging attento alla plastica e, in futuro, una piccola ospitalità a Pescasseroli, per gli amanti del turismo lento e delle aree interne.

 

Abiti tinti a mano dal cuore delle Marche

Una startup talentuosa, che ha vinto numerosi premi. Ancora nelle aree interne, sul versante marchigiano, con ètico sartoria marchigiana, per abiti unici, eleganti, con tinture 100% naturali derivanti da scarti agricolo-alimentari (scorze di melograno, bucce di cipolle, potature, ecc.), da piante autoctone e da erbe spontanee.

 

Libri che raccontano le donne, a testa in giù

Non è Natale senza libri. Noi vi proponiamo una micro casa editrice indipendente che racconta le donne e vuole vedere le cose da una prospettiva diversa. Infatti si chiama Capovolte. Si parla di sport  – ciclismo, ginnastica artistica, ma anche il rapporto delle donne sportive con il velo – di antirazzismo e femminismo. Se ne parla, di questa micro casa editrice, non solo al Salone del libro di Torino.

 

Packaging ecologico che fa bene al pianeta e alle persone

Natale

Le api di Beesù e di Monica Fissore, che con la sua bicicletta racconta a Torino e provincia come creare panni cerati. BEESU’ ECOPACK è l’involucro certificato MOCA per gli alimenti: 100% naturale ed ecologico, lavabile e riutilizzabile. Ha il colore, il profumo e le proprietà traspiranti e antibatteriche della cera da apicoltura biologica e locale e la resistenza del cotone biologico GOTS, realizzato secondo tradizione da un’eccellenza tessile piemontese.

 

Tra il mare e l’appennino ligure, miele buono, salutare e curativo

Marta Scali accompagna le api nomadi lungo la costa della Liguria di Ponente. Da “Le Api dei Vai” si acquistano mieli, propoli, balsami per le labbra e creme idratanti per il corpo. Grazie a un mezzo a basso impatto, le api di Marta possono seguire il ciclo dei fiori anche spostandosi dai terrazzamenti affaccati sul mare fino alle pendici delle montagne. L’apicoltura nomade, oltre a essere una tecnica produttiva in simbiosi con la natura, è anche un mezzo di sopravvivenza delle api e di tutela della biodiversità.

Città di Genere. Che genere di città?

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Un master in metodi e tecniche per pianificazione e progettazione urbana e territoriale in ottica di genere

 

Le donne si trovano ad affrontare problemi di tale importanza nelle città e nella società che il genere non può più essere ignorato nella pratica della pianificazione

Così scriveva nel 1986 Jacqueline Leavitt, professoressa emerita di Pianificazione urbana, nel suo “Feminist Advocacy Planning in the 1980s” (Pianificazione dell’advocacy femminista negli anni ’80).

Il tema della città di genere sta finalmente uscendo dal dibattito accademico per coinvolgere anche le amministrazioni cittadine. L’urbanistica è tradizionalmente riconosciuta come una disciplina maschile e la presupposta standardizzazione e neutralità di genere della pianificazione delle città ha sempre significato il pregiudizio per cui ” gli interessi e i bisogni degli uomini fossero universali”.  “Leggi, politiche e programmi neutrali dal punto di vista del genere possono involontariamente perpetuare le conseguenze di discriminazioni passate. Possono essere […] modellati su stili di vita maschili e […] non tenere conto di aspetti delle esperienze di vita delle donne che possono essere diversi da quelli degli uomini”. È quanto scrive Il rapporto delle Nazioni Unite del 2016 sui progressi delle donne.

Città di genere

 

In questo grafico, Bloomberg mostra le caratteristiche di mobilità di genere in aree urbane. Gli uomini usano di più l’auto nel tradizionale pendolarismo casa-lavoro, le donne usano più i mezzi pubblici o vanno a piedi e hanno esigenze di lavoro più complesse. Hanno spesso lavori part-time e su di loro ricade più spesso il lavoro di cura. Questo spiega anche il motivo per cui gli uomini usano più la bicicletta: hanno percorsi più lineari e viaggiano in genere da soli.

È solo un esempio, per dimostrare come l’integrazione e l’esigenza di sguardi di genere siano necessari per ripensare le città , in un momento in cui – post pandemia – si riflette su altri modi di fruire gli spazi urbani. Si pensi al concetto della Città di 15 minuti.

 

Un master sulla Città di Genere

Un master di II livello, coordinato dall’Università degli studi di Firenze e supportato, tra gli altri, da Fondazione Finanza Etica, si propone di formare figure professionali esperte nell’approccio di genere.

Si tratta di “Città di Genere. Metodi e tecniche di pianificazione e progettazione urbana e territoriale“. È rivolto a laureati e laureate magistrali in qualsiasi disciplina e intende formare per applicare l’approccio di genere in ogni ambito della progettazione, della pianificazione e delle politiche urbane e territoriali nel campo della ricerca, della pubblica amministrazione e della libera professione.

 

Il master prevede 7 borse di studio da 1400€ a copertura parziale della quota di iscrizione al master. È possibile consultare il bando ai seguenti link: https://mastercittadigenere.wordpress.com/borse-di-studio/ e https://www.pin.unifi.it/borsa-studio-master-citta-di-genere

 

Per saperne di più

È previsto un incontro informativo online mercoledì 7 dicembre alle 17.30.
Per partecipare scrivere a master_pianificazione_genere@dida.unifi.it

 

Violenza economica, 6 segnali per riconoscerla

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Violenza economica, sei segnali per riconoscerla

Sai che potresti essere vittima di violenza economica senza rendertene conto?

 

Per riconoscere la violenza economica è importante capire come, nella nostra società, pensiamo al denaro e alle relazioni.
Quando si vive in coppia non esiste un manuale che indichi come si devono gestire i soldi. Facciamo come facevano i nostri genitori, perché ci sembra normale. E quindi accettiamo che, tradizionalmente, gli uomini abbiano un ruolo più attivo nelle finanze familiari.

Per molto tempo alle donne è stato detto, dentro e fuori casa, che il denaro è competenza degli uomini.

Non solo, è stato anche detto – soprattutto nel matrimonio – che ciò che è mio è tuo e che tutto deve essere condiviso.

Si tratta di uno schema culturale molto pericoloso per un tipo di abuso incentrato sulle risorse economiche e finanziarie, in cui la maggior parte degli autori sono uomini e la maggior parte delle vittime sono donne.
Forse ora qualcosa sta cambiando, ma sta cambiando ancora molto, troppo lentamente.

 

Vi proponiamo di riflettere su 6 campanelli di allarme, da tenere sotto controllo.

1. Segretezza sulle entrate di famiglia:
Il tuo partner è aperto riguardo ai suoi soldi? Se il vostro partner ve lo nasconde, sapete perché?

2. Conti indipendenti:
Il tuo partner insiste che tutto sia condiviso? Non è d’accordo se hai risparmi o conti personali?

3. Lasciare il lavoro:
Il tuo partner ti ha suggerito di non lavorare più? Rendere una persona dipendente dal punto di vista finanziario è un forte strumento di controllo.

4. Tenere i conti:
Il tuo partner ti chiede di conservare le ricevute di ciò che spendi? Ritieni di avere bisogno del suo permesso prima di acquistare qualcosa?

5. Intestazione dei conti:
Il tuo partner ha insistito sul fatto che tutto sia intestato a tuo nome? Ti ha nominato in uno dei suoi prodotti finanziari, come un mutuo, un appartamento o un’auto? In questo modo, diventi responsabile di quei prodotti e degli eventuali debiti associati.

6. Equa condivisione delle spese:
Il tuo partner ti chiede di pagare sempre più cose? L’economia familiare è gestita in modo equo da entrambi?

Cambierà tutto. La Fondazione al Festival dei Popoli

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Festival dei Popoli

Fondazione Finanza Etica sostiene la serata inaugurale del Festival dei Popoli, con il film-manifesto di questa 63ma edizione “Everything will change”.

Sabato 5 novembre, ore 21.00, Firenze, cinema La Compagnia, via Cavour 50/R

 

Tra 32 anni la Terra sarà una landa cementificata e desertificata, in cui la vegetazione e il terreno sono tinti di innaturali sfumature grigio-rossastre, la popolazione fa i conti con l’isolamento costrittivo e la crescente paranoia dovuta a cicliche ondate pandemiche e i deep fake sono così diffusi che nessuno crede più a niente. Tre giovani scoprono casualmente le immagini rivelatrici del mondo prima del disastro e intraprendono un viaggio nel passato alla scoperta di ciò che era.

Oggi, qualsiasi “lettera d’amore alla natura” deve essere politica. Negli anni 2020, amare la natura significa lottare per la sua stessa esistenza. Significa vivere il disagio della protesta, significa votare in un certo modo, e significa rivedere le nostre scelte personali.

Marten Piersel, regista del film

 

EVERYTHING WILL CHANGE è un coraggioso esperimento cinematografico che combina elementi di fantascienza distopica e di documentario militante. Siamo ancora in tempo per riscrivere il futuro ed evitare di soccombere ai cataclismi che contribuiamo a generare? Di quanta consapevolezza abbiamo ancora bisogno per restituire un orizzonte non solo di sopravvivenza, ma anche solo di vita ai nostri figli e figlie, agli animali e alla natura? Tutto cambierà, tutto sta già cambiando: dobbiamo essere pronti a cambiare anche noi.

Fondazione Finanza Etica sostiene il Festival dei Popoli proprio con il film-manifesto di questa edizione, che parlerà soprattutto di temi ambientali e sociali internazionali, ma anche delle ferite italiane, come il G8 di Genova e gli operai della Gkn.

A fare da cornice, Pop Corner, i talk serali del FDP: ogni sera un tema, due ospiti e un moderatore per una chiacchierata aperta al pubblico. Giovedì 10 novembre alle 19.00 sarà ospite Lorenzo Tecleme, giornalista collaboratore di Valori.it, attivista di Friday for Future, autore di “Guida rapida alla fine del mondo. Tutto sulla crisi climatica e come risolverla”.

Guarda il programma del FDP.

FestiValori 2022: la finanza etica non è fantascienza

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Festivalori

Dal 21 al 23 ottobre a Modena arriva FestiValori. Tre giorni per conoscere la finanza divertendosi

 

Si svolgerà a Modena dal 21 al 23 ottobre FestiValori il primo festival di Valori.it.

Valori.it e Fondazione Finanza Etica si racconteranno e racconteranno il mondo attraverso eventi culturali, educativi e ludici. Analizzeremo le ingiustizie del sistema economico e promuoveremo esperienze di economia sociale e sostenibile.

FestiValori sarà un’occasione per avvicinare, anche in modo ludico, il pubblico e le scolaresche alla finanza e all’economia. E per incontrare analisti ed esperti che possono allargare lo sguardo sugli scenari economici che ci aspettano.

 

Da non perdere

Le mostre

Venerdì 21 | ore 17
Inaugurazione presso l’ex-Albergo Diurno della mostra sul disarmo nucleare realizzata in collaborazione con Senzatomica e Rete Italiana Pace e Disarmo.

I Talk

Sabato 22 | ore 10.30 | Teatro San Carlo
Le storture del mondo della finanza, con Andrea Baranes, esperto di finanza etica e analista di Fondazione Finanza Etica

Sabato 22 | ore 15.00 | Teatro San Carlo
chi finanzia la crisi climatica? con Sofia Pasotto di Fridays For Future;

Sabato 22 | ore 16.20 | Teatro San Carlo
Lavoro e futuro, con Marco Ripoldi de Il Terzo Segreto di Satira

I dibattiti

Sabato 22 | ore 16.30 | Teatro San Carlo
Ugo Biggeri
, presidente di Etica Sgr, e Massimo Cirri, conduttore di Caterpillar – Rai Radio2, dialogheranno sulla difficoltà di fare informazione sulla finanza

Domenica 23 | ore 16.30 | Museo della figurina
si approfondiranno i legami tra calcio e finanza, con una tavola rotonda moderata dal giornalista Luca Pisapia e che vedrà la partecipazione di Damiano Tommasi, ex calciatore e sindaco di Verona, Cesare Bisoni, ex presidente della CoViSoc e Professore Emerito del Dipartimento di Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e Pippo Russo, sociologo dell’Università di Firenze.

Le tavole rotonde

Venerdì 21 | ore 18 | Galleria Europa, Piazza Grande
presentiamo il 5 Rapporto sulla finanza etica in Europa: Barbara Setti – Fondazione Finanza Etica – illustra il rapporto, si confrontano Anna Fasano, presidente di Banca Etica, Patrizia Toia, europarlamentare, vicepresidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia e Stefano Cosma, docente di Economia degli intermediari finanziari presso Unimore. Modera Andrea Barolini, direttore di Valori.it

L’educazione finanziaria

Venerdì 21 | ore 16 | Future Education Modena
Insegnare la finanza a scuola, con Giovanna Boggio Robutti di FEduF, Andrea Ligabue, ricercatore dell’Università di Modena e Reggio Emilia e Damien Lanfrey di FEM, Future education Modena.
Non mancheranno le attività ludiche nel corso delle tre giornate, con la possibilità per il pubblico e le scolaresche di giocare al nuovo gioco di ruolo dal vivo sulla finanza ideato in collaborazione con il GAME Science Research Center dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Domenica a pranzo

Presso il ristorante Roots si parlerà di speculazione sulle materie prime alimentari e di sostenibilità ambientale e sociale della produzione di cibo.

 

Il programma completo è disponibile sul sito dell’evento: https://festival.valori.it

Quinto Rapporto sulla finanza etica in Europa

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finanza etica

Il quinto rapporto sulla Finanza etica in Europa sarà presentato a Bruxelles il 12 ottobre presso la sede del Parlamento Europeo

 

Il rapporto è stato redatto dalle due fondazioni del Gruppo, Fondazione Finanza Etica e Fundación Finanzas Éticas, con la collaborazione e il supporto di FEBEA, il network europeo per la finanza etica e alternativa.

La presentazione sarà trasmessa in streaming anche in inglese per coloro che desiderano collegarsi.

All’evento parteciperanno, tra gli altri, Peru Sasia, attuale presidente di FEBEA, Anna Fasano, presidente di Banca Etica, e Federica Ielasi, rappresentante del CdA di Etica Sgr oltre a rappresentanti di FEBEA, Social Economy Europe e GABV. Interverranno gli europarlamentari Ernest Urtasun, Commissione per gli Affari economici e monetari, e Patrizia Toia, vicepresidente della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia.
L’incontro sarà introdotto da un videomessaggio di Paolo Gentiloni, Commissario europeo per gli Affari economici e monetari.

Il nuovo Rapporto  mostra, per il quinto anno consecutivo, come le banche etiche siano performanti e resilienti, l’Europa annacqui la sostenibilità e lasci spazio al greenwashing delle banche convenzionali. Non soltanto in campo ambientale, ma anche in quello sociale. E, nel momento in cui la Commissione Europea sta mettendo in discussione anche la possibilità di inserire le armi nella finanza sostenibile, la finanza etica ribadisce il suo fermo e assoluto rifiuto di ogni finanziamento alla produzione e al commercio di armamenti. Da sempre.

 

Il Rapporto sarà disponibile online sul nostro sito da mercoledì 12 ottobre.

Contro la guerra per costruire la pace

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21 settembre 2022. Giornata Internazionale della Pace.
Con papa Francesco contro la guerra, per costruire la pace

 

In questi giorni Fondazione Finanza Etica ha deciso di aderire all’appello lanciato dal Centro Promotore della Marcia Perugia Assisi

21 settembre 2022. Giornata Internazionale della Pace. Con Papa Francesco contro la guerra, per costruire la pace

Non è la prima volta che riceviamo appelli contro la guerra, né la prima volta che aderiamo.

Viene allora naturale chiedersi, vista la difficoltà a capire gli effetti di queste campagne e non cogliendo grandi cambiamenti nell’opinione pubblica, quanto effettivamente queste azioni siano in grado di  incidere sulla realtà. Ecco allora che, allo slancio ideale e quasi ingenuo per una immediata adesione, subentra una riflessione apparentemente razionale, che ci invita a non disperdere le energie per concentrarci su qualcosa di più efficace… sì ma cosa? verrebbe da rispondere: “bah, lo vedremo domani”. Quasi un mantra, questo, che, se ci serve per acquietarci, in attesa di chissà quali grandi  soluzioni e azioni,  ci priva però dell’immediatezza richiesta da quella forza interiore che ci spinge a ribellarci a tutto ciò che riteniamo disumano, in primis la violenza e la guerra.

Una passione per l’umanità che non ci lascerà in pace fintantoché  non avremo fatto tutto il possibile per debellare quella follia che è la guerra. Passione e ragione, insieme, possono allora aiutarci ad affrontare queste sfide, nel senso che ci permettono di sviluppare strategie in cui all’azione immediata, l’appello, la campagna, la mobilitazione (che toccano le coscienze delle persone) si possono associare gesti, comportamenti e scelte, anche economiche e finanziarie ( ed in questo caso che toccano le tasche…..), che di fatto “tolgono terreno” a chi tiene in piedi direttamente o indirettamente logiche di guerra. Tutto ciò funziona però se riusciamo a entrare in rete con gli altri, unire le forze per essere efficaci e dare una valenza politica e non solo morale al nostro impegno.

Non è più il tempo dei tanti se, dei tanti ma, dei tanti distinguo, quasi volessimo affermare un primato della purezza delle nostre azioni, ma vanno sfruttate tutte le occasioni che ci permettono di tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e fare proposte concrete che, per la loro propositività, rompono quel pericoloso pessimismo sull’inutilità delle nostre azioni e danno un senso al nostro agire. Un tempo qualcuno aveva coniato l’espressione “l’importanza della pedagogia del gesto” riferendosi al commercio equo e solidale; oggi la situazione è sicuramente più complessa e gli scenari più oscuri, ma ciò nulla toglie all’importanza di questa sfida per il nostro sentirci umani.

Marco Piccolo, presidente Fondazione Finanza Etica

RI-TESSERE. Mostra fotografica di emancipazione dalla violenza di genere

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mostra

Una mostra fotografica, un progetto, di emancipazione dalla violenza di genere

 

Giraffa Onlus affianca le donne vittime di violenza domestica in un percorso di indipendenza ed è una delle realtà che abbiamo finanziato con il bando “Semi Di Futuro”, dedicato all’imprenditorialità femminile contro la violenza di genere.

Grazie all’erogazione liberale di Etica Sgr, Giraffa Onlus e Fondazione “Le Costantine” hanno dato vita al progetto Ri-tessere: donne vittime di tratta o che hanno subito violenze domestiche hanno imparato ad utilizzare vecchi telai, affiancando alla tessitura la ritessitura di se stesse, ricucendo le ferite subite e trovando una grande voglia di riscatto.

Dalla forza di queste donne, dal loro coraggio e dalla loro passione è nata una mostra fotografica a cura di Olga Diasparro. 15 immagini su tela che coinvolgono l’osservatore e l’osservatrice e che vogliono dare speranza a chi è al margine della società.

La mostra, dopo essere stata esposta a Bari, arriva a Firenze. E quindi vi aspettiamo a settembre presso La Cité – Libreria Caffè. L’inaugurazione si terrà mercoledì 14 alle 18!

Estate in vacanza? Meglio! Faccio un tirocinio in Fondazione

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Ciao, mi presento! Mi chiamo Camilla, ho 21 anni e sono una studentessa universitaria presso l’università di Bologna. Frequento il secondo anno del corso di laurea triennale in “Business and economics” e questa estate ho deciso di svolgere un tirocinio curricolare presso la Fondazione.

Questo periodo presso la Fondazione mi permetterà innanzitutto, essendo questa la mia prima esperienza di tirocinio, di inserirmi in un contesto lavorativo completamente diverso rispetto a quello universitario e scolastico a cui sono abituata.

Mi sono interessata a Fondazione Finanza Etica, e ho scelto di svolgere qui il tirocinio, perché credo che la Fondazione proponga un concetto di finanza che è allo stesso tempo etica e sostenibile. Mi ha incuriosito infatti questo accostamento dei termini finanza ed etica che possono sembrare ossimorici, ma penso che al giorno d’oggi, con un’emergenza climatica in atto, l’economia non possa essere considerata separatamente rispetto al concetto di sostenibilità ambientale e sociale. Secondo me la finanza viene vista da molti solo come uno strumento per arricchire pochi, al contrario questa potrebbe e dovrebbe aver una dimensione sociale e offrire opportunità per una crescita sostenibile ed efficace. Questo impegno della Fondazione verso un impiego più critico e responsabile della finanza mi ha particolarmente colpito e spero che diventi una prerogativa di molte altre associazioni e banche in futuro.

Nello specifico mi occuperò principalmente dell’organizzazione dell’evento legato alla campagna “Pay your workers”, sostenuto dalla Campagna Abiti Puliti, che si terrà a Firenze il 16 settembre. Prenderò inoltre parte alla revisione e alla lettura delle tesi inviate alla Fondazione con il bando “Tesi di laurea sulla finanza etica”.

Non vedo l’ora di prendere parte all’organizzazione dell’evento di PYW e approfondire il concetto di salario minimo dignitoso di cui raramente secondo me si parla, soprattutto nell’industria del tessile e della moda in cui molti lavoratori vengono sottopagati e sfruttati per far fronte alla crescente domanda generata dal modello della fast fashion.