Out of Place: immagini dai campi profughi
Soltanto il 3% dei rifugiati nel mondo ha accesso all’istruzione superiore, secondo le stime dell’UNHCR.
È un dato che la prorettrice alle Relazioni Internazionali dell’Università di Padova, Cristina Basso, ha ricordato durante l’inaugurazione della mostra Out of Place, in corso fino al 31 luglio a Padova.
La mostra
Out of Place è promossa da Fondazione Imago Mundi insieme all’Università di Padova e all’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, con il patrocinio dell’UNHCR. Raccoglie 284 opere di piccolo formato, create da 264 artisti che vivono o hanno vissuto in campi rifugiati. Il formato 10×12 cm, tipico della Imago Mundi Collection, nasce dall’idea di realizzare opere facili da trasportare e conservare, che possano viaggiare insieme agli autori e raccontare storie individuali anche in contesti di movimento forzato.
I luoghi di Out of Place
Le tele di Out of Place compongono una mappa dei luoghi dove milioni di persone vivono in condizioni di precarietà. Dalle testimonianze dal campo di Kutupalong, in Bangladesh, ai diversi insediamenti in Africa orientale: Dadaab e Kakuma in Kenya, Nakivale e Bidibidi in Uganda, Dzaleka in Malawi, Nyabiheke in Rwanda e l’area di Smara, in Algeria, che ospita rifugiati Saharawi.
Dal Medio Oriente arrivano opere dal campo di Za’atari – il più esteso per i rifugiati siriani – e da cinque storici campi palestinesi in Giordania: Baq’a, Hittin, Irbid, Madaba e Souf. A queste si aggiungono i lavori di artisti e artiste curde e yazide, che raccontano la complessa storia del loro popolo, e di 40 persone artiste afghane.
Le rotte verso l’Europa compaiono nelle sezioni dedicate alle migrazioni dall’Ucraina e ai viaggi attraverso il Mediterraneo. Infine, una parte della mostra esplora i corridoi di migrazione dell’America Centrale e Meridionale, fino al confine tra Messico e Stati Uniti.
Il nostro sostegno oltre Out of Place
Come Fondazione Finanza Etica, sosteniamo questa iniziativa nell’ambito delle attività di solidarietà internazionale del Gruppo Banca Etica.
Il nostro impegno in particolare si è concretizzato attraverso il supporto alle fellowship di ricerca dell’Università di Padova, che permettono a studiosi e studiose rifugiati di continuare il proprio percorso accademico, spesso interrotto a causa di guerre o persecuzioni. Sono gli stessi contesti che molte delle opere in mostra raccontano, mostrando come il diritto allo studio e la possibilità di esprimere la propria storia siano due aspetti connessi di un percorso di riconoscimento e di ripartenza.
Le fellowship si inseriscono in una linea di lavoro del Gruppo Banca Etica che ci ha visto contribuire anche al progetto UNICORE – University Corridors for Refugees, promosso dall’UNHCR e sostenuto anche da una ampia rete di organizzazioni. UNICORE permette a persone studenti rifugiate di proseguire una laurea magistrale in Italia: nel 2019 erano solo 6 le borse di studio assegnate, oggi sono oltre 60.
La giornata mondiale del rifugiato
In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, Fondazione Imago Mundi e Università degli Studi di Padova hanno organizzato l’incontro pubblico Tessere la pace con il fotoreporter e attivista Giles Duley. Fondatore della ONG Legacy of War Foundation, Duley ha raccontato come la resilienza possa diventare un filo nel tessuto della pace, sia dentro di noi che nelle comunità attraversate dalla guerra.
La mostra Out of Place è aperta ogni giorno fino al 31 luglio, con ingresso gratuito dalle 10 alle 23. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della Fondazione Imago Mundi: fondazioneimagomundi.org.