Categoria: Campagne e reti

#ioaccolgo: al via la campagna che rende visibile la solidarietà

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La Campagna “Io accolgo”, promossa da 42 organizzazioni sociali italiane ed internazionali, vuole dare la visibilità che meritano a tutte quelle esperienze diffuse di solidarietà che contraddistinguono il nostro Paese: dalle famiglie che ospitano stranieri che non hanno più un ricovero alle associazioni che organizzano corridoi umanitari per entrare nel nostro Paese, dai tanti sportelli legali e associazioni di giuristi che forniscono gratuitamente informazioni e assistenza ai migranti, a chi apre ambulatori in cui ricevere assistenza sanitaria gratuita, a chi coopera a livello internazionale per accompagnare le migrazioni forzate e ridurre l’insicurezza umana nei paesi di origine e transito.

Centinaia di esperienze diverse che la Campagna vuole mettere in rete, perché vengano condivise e riprodotte, perché finalmente vengano conosciute, se ne dia notizia, l’opinione pubblica ne prenda consapevolezza.

È quella parte grande del nostro Paese – singoli cittadini e cittadine, nuclei familiari, enti locali, studenti, insegnanti, organizzazioni nazionali e territoriali, laiche e religiose – che non si arrende alla barbarie di un mondo fondato sull’odio e sulla paura, che crede nei principi della Costituzione, dei diritti uguali per tutti, della solidarietà. Soggetti che quotidianamente agiscono per mitigare i danni di una legislazione, di politiche e di comportamenti istituzionali che condannano i migranti a morire in mare, che chiudono i porti, che cancellano esperienze di accoglienza, come gli Sprar, gettando per strada migliaia di richiedenti asilo e rifugiati, anche vulnerabili, privati così della loro dignità e del diritto ad accedere ai servizi sociali.

La Campagna prevede anche iniziative di mobilitazione, per aprire vertenze che inducano le Istituzioni ad assumersi la responsabilità dell’accoglienza e dell’integrazione, cancellando le scelte discriminatorie e contrastando gli effetti perversi del Decreto sicurezza bis, ancora più repressivo del precedente, sia sul fronte dei salvataggi in mare che della persecuzione dei migranti, dando il via libera a intercettazioni e utilizzo di agenti sotto copertura per impedirne l’arrivo e controllarli se nel Paese.

Fanno parte del Comitato promotore della Campagna:
A Buon Diritto, ACLI, ActionAid, AOI, ARCI, ASGI, Casa della Carità, CEFA, Centro Astalli, CGIL, CIAC, CIAI, CIR, CNCA, Comunità di S.Egidio, CONGGI, Ero Straniero, EuropAsilo, Federazione Chiese Evangeliche in Italia – FCEI, FOCSIV, Fondazione Finanza Etica, Fondazione Migrantes, Forum del Terzo Settore, Gruppo Abele, ICS Trieste, INTERSOS, Legambiente, LINK-coordinamento universitario, Lunaria, Medici Senza Frontiere, NAIM (National Association Intercultural Mediators), Oxfam, Rainbow4Africa, ReCoSol, Refugees Welcome Italia, Rete della Conoscenza, Rete Studenti Medi, SaltaMuri, Save the Children Italia, UIL, Unione degli studenti, Unione degli universitari, UNIRE

Concorso della campagna “Chiudiamo la forbice”

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Campagna "Chiudiamo La Forbice"

Scadono il 30 giugno i concorsi banditi dalla Campagna “Chiudiamo la forbice. Dalla disuguaglianza al bene comune: una sola famiglia umana”.

Si tratta di tre concorsi video, fotografico e di disegno rivolti a tutti: giovani e adulti, religiosi e laici, individui o gruppi (classi scolastiche o famiglie, gruppi parrocchiali, sportivi, sociali, ecc…). Il concorso per il disegno è riservato ai bambini fino ai 12 anni.

Non è necessario essere dei professionisti (che comunque sono ben accetti), ma occorrono capacità di esprimere visivamente lo spirito e il tema della Campagna nel modo più efficace e comunicativo, possibilmente come frutto di un percorso di riflessione, approfondimento e confronto.

 

La Campagna «Chiudiamo la forbice. Dalle diseguaglianze al bene comune: una sola famiglia umana» è rivolta al problema delle diseguaglianze economiche, sociali e politiche per dare la possibilità di vivere una vita dignitosa e piena, libera dalla paura e dal bisogno adesso e alle generazioni future.

“Chiudere la forbice” significa interrogarsi sulle cause della povertà, e sulle conseguenze concrete dei meccanismi attraverso cui la povertà stessa si produce e si riproduce, seguendo la sfida lanciata dall’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco.

Il sito della campagna

Black Friday, inizia oggi la campagna di mobilitazione contro H&M

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In concomitanza del Black Friday, attivisti e lavoratori di tutto il mondo si mobilitano per portare all’attenzione le promesse disattese di H&M, per il quinto anno consecutivo,  di corrispondere un salario dignitoso a 850 mila lavoratori del tessile. Si apre oggi una nuova fase della campagna “Turn Around, H&M!”  che dal 23 al 30 novembre cercherà di sensibilizzare ancor più i consumatori sugli impegni mancati di H&M attraverso una serie di azioni di strada. Si inizierà da Londra e Milano e si proseguirà almeno in altre 24 città nei prossimi giorni. In Italia si mobiliteranno anche Bolzano e Torino.

Per tutte le informazioni sulla campagna clicca qui

Documento Conclusivo del Convegno “Produzione e commercio di armamenti: le nostre responsabilità

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Lunedì 4 marzo 2019

In un momento di crescenti tensioni internazionali, di forte instabilità in numerose regioni, di conflitti che perdurano da anni e di nuovi focolai di guerra che stanno alimentando la ripresa delle spese militari e una rinnovata corsa agli armamenti, le realtà promotrici del Convegno“Produzione e commercio di armamenti: le nostre responsabilità” (Roma 1 marzo 2019) ritengono innanzitutto importante l’aver proposto all’attenzione pubblica, del governo e delle istituzioni la questione della produzione e dell’esportazione di sistemi militari italiani e di “armi leggere”. E’ una questione che, ancor prima di riguardare ogni singolo attore, investe la responsabilità nazionale del nostro Paese e il ruolo che l’Italia intende svolgere nel contesto internazionale per realizzare il principio e l’impegno sancito nella Costituzione del “ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art.11). Evidenziano inoltre che, secondo le convenzioni internazionali, la produzione e l’esportazione di armamenti possono essere giustificati e legittimati solo per permettere l’autotutela dei popoli, per proteggere i diritti delle persone e per salvaguardare la pace e la sicurezza internazionale (Carta delle Nazioni Unite, art. 51).

In questo senso, le realtà promotrici del Convegno:

1) Rinnovano la richiesta al Governo italiano di bloccare tutte le forniture di armamenti a Paesi in conflitto e dove si verificano gravi violazioni dei diritti umani ed in particolare le esportazioni di armi alla coalizione a guida saudita che – come riportano le Nazioni Unite – sta compiendo bombardamenti indiscriminati in Yemen che possono essere considerati “crimini di guerra” alimentando la gravissima crisi umanitaria che sta falcidiando la popolazione yemenita. Sollecitano inoltre il Governo a rispettare non solo tutti i divieti formalmente espressi nella legge 185 del 1990, ma anche i rigorosi criteri della Posizione Comune UE e del Trattato internazionale sulle armi (ATT) che vietano le esportazioni di armamenti qualora queste possano essere utilizzate per commette o facilitare gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, dei diritti umani o mettere in pericolo la pace e la sicurezza. Chiedono al Governo italiano e a tutte le forze politiche di adoperarsi nelle sedi europee e internazionali per promuovere un effettivo controllo del commercio di armamenti e di armi leggere e di ripristinate la massima trasparenza non solo nelle Relazioni nazionali sulle esportazioni di armamenti ma in ogni informazione che l’Italia deve presentare a livello europeo e internazionale. Invitano infine il Parlamento ad intensificare i  rapporti con le associazioni della società civile sia per esercitare un controllo più efficace sulle esportazioni di armamenti italiani sia nel caso di modifiche alla normativa vigente.

2) Ribadiscono l’impegno a dialogare con tutti gli attori istituzionali, del settore industriale e finanziario, delle rappresentanze sociali e dei lavoratori per promuovere un ampio ripensamento e un graduale riordino del comparto della produzione militare nazionale nel contesto europeo per rispondere in modo efficace, razionale e sostenibile alle effettive esigenze di sicurezza e difesa comune col minimo dispendio di risorse economiche e sociali. In questo senso, chiedono al Governo e a tutte le rappresentanze politiche e sociali di adoperarsi per definire, avviare e sostenere progetti di riconversione al civile cominciando dai settori industriali militari maggiormente in contrasto col principio costituzionale del ripudio della guerra.

3) Invitano tutti i soggetti della società civile e le Chiese a promuovere, a livello nazionale e locale, momenti di incontro e di approfondimento, riguardo alle spese militari e al commercio di armamenti. Confermano la disponibilità a sostenere tutte le iniziative promosse dalle associazioni e dalle Chiese per favorire la crescita di un’economia di pace, rispettosa della vita, dei diritti e della dignità delle persone, la salvaguardia la salvaguardia dell’ambiente e un effettivo progresso delle comunità e dei popoli.

4) Si impegnano a continuare insieme la riflessione sulla produzione e il commercio di armamenti, estendendo l’invito a tutti i soggetti della società civile interessati a promuovere la sensibilizzazione nei territori e a livello nazionale e internazionale.

I promotori del Convegno:

Commissione Globalizzazione e Ambiente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
Fondazione Finanza Etica
Movimento Politico per l’Unità e Movimento dei Focolari
Pax Christi Italia
Rete Italiana per il Disarmo
Ufficio Nazionale per i Problemi sociali e il Lavoro della C.E.I.
Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della C.E.I.

 

Per contatti stampa:

Maria Elena Lacquaniti– convegno1marzo@gmail.com-

Antonella Visintin– anto.visintin@gmail.com-

Francesco Vignarca– segreteria@disarmo.org-

Giorgio Beretta– berettagiorgio@gmail.com-

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/2125371564420319/

Account Twitter del Convegno: @ConvArmamenti

La microfinanza va in Error104

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“Tempo fa un cittadino fece un curioso esperimento che ebbe molto successo su Internet. Divise il denaro destinato al piano del governo statunitense per salvare le banche dalla crisi finanziaria mondiale – circa 700 miliardi di dollari – per gli abitanti del pianeta. Il risultato fu strabiliante: 104 milioni di dollari per ciascuno!!! La stampa internazionale diffuse la notizia, salvo accorgersi, con notevole ritardo, che l’esperimento recava con sé un grave errore. Il risultato della divisione in realtà era 104 dollari per ciascun abitante del pianeta! Seguirono polemiche accese sull’errore di calcolo, ma non un solo commento fu rivolto come si sarebbero potuti utilizzare quei 104 dollari…”.
È partita da qui, con uno spot molto divertente, la campagna internazionale Error104, appunto, che mira a sensibilizzare i risparmiatori europei sui temi della finanza etica, della microfinanza e della finanza etica per lo sviluppo. Grazie a un complesso sistema di azioni e di studi, finanziati dal progetto Save for good della Comunità Europea e coordinati in Italia dalla ong Ucodep, Error104 vuole far arrivare alle persone la consapevolezza che ciascuno è in grado di impiegare diversamente e responsabilmente il proprio denaro, che esistono gli strumenti e le competenze a portata di mano. Basta volerlo. Per questo sono state realizzate alcune videointerviste (tra cui una alla nota economista americana Saskia Sassen) nonché diversi documenti scientifici e divulgativi, tutti visibili e scaricabili dalla rete (sul social network equosolidale Zoes ma anche su Facebook e Youtube). Non è finita qui, però. Nel tentativo di rendere concetti di finanza etica, microfinanza e microcredito più vicini alla pratica bancaria di ogni giorno, per Error104 è stata scritta la Guida per risparmiatori: come investire per lo sviluppo nei Paesi del Sud del mondo, in distribuzione gratuita sia su carta che in formato elettronico, dove esiste un intero capitolo di Suggerimenti per diventare un risparmiatore eticamente responsabile. E per chi vuole fare un passo ancora più in là, c’è l’educational tool kit sulla finanza etica e solidale. Nato come percorso multimediale specifico per gli operatori sul territorio e sviluppato in collaborazione fra il consorzio Ctm Altromercato e la Fondazione Culturale Responsabilità Etica (due dei partner principali di Save for good), l’educational tool kit si rivela un efficace strumento di approfondimento anche per i risparmiatori più attenti: è infatti un documento interattivo, navigabile come un sito Web, capace di dare informazioni tecniche e di contesto utili a chiunque creda nelle opportunità offerte da un uso differente e consapevole del denaro, da impiegarsi in favore di uno sviluppo globale più equo e sostenibile.