È uscita la nuova edizione di ZeroArmi 2025

ZeroArmi 2025 è la nuova edizione del progetto promosso da Fondazione Finanza Etica per analizzare il rapporto tra banche e industria militare.
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La finanza etica nasce come risposta a una domanda di coerenza tra riferimenti valoriali e scelte economiche. È il risultato di un percorso collettivo che, a partire da istanze pacifiste, ambientaliste e di tutela dei diritti umani, ha messo in discussione l’idea di una finanza neutrale rispetto agli impatti delle proprie decisioni. In questo solco si colloca l’impegno di Fondazione Finanza Etica, che da anni opera per rafforzare la trasparenza, la consapevolezza e la possibilità di scelta nelle relazioni tra sistema finanziario e società. Il quadro normativo europeo e nazionale sta attraversando trasformazioni significative. Assistiamo a un progressivo indebolimento dei presidi di controllo e a una ridefinizione dei confini della cosiddetta finanza sostenibile, che rischia di includere, sotto etichette rassicuranti, attività difficilmente compatibili con una piena tutela dei diritti umani e con una visione integrata della sostenibilità ambientale e sociale. In questo scenario, il confine tra ciò che è legittimo e ciò che è opportuno diventa sempre più sfumato. Proprio per questo, il tema della responsabilità non può essere delegato esclusivamente alle norme: richiede scelte consapevoli, politiche interne chiare e una disponibilità reale al confronto. Nel contesto attuale, segnato da un aumento dei conflitti armati e da una crescita senza precedenti della spesa militare a livello globale ed europeo, il ruolo della finanza assume una rilevanza particolare. Le scelte di allocazione del capitale contribuiscono a sostenere specifici settori produttivi e orientano, spesso in modo strutturale, le priorità economiche e politiche. In questo quadro, il rapporto tra sistema bancario e industria degli armamenti rappresenta un ambito sensibile, che richiede strumenti di analisi adeguati e informazioni accessibili.
ZeroArmi: seconda edizione
ZeroArmi, alla sua seconda edizione, nasce per rispondere a questa esigenza. Il progetto si propone di colmare una persistente carenza di informazioni pubbliche in un settore caratterizzato da forte opacità, rendendo più leggibili e comparabili le relazioni tra banche e industria militare. Attraverso una metodologia strutturata, basata su fonti pubbliche, documentazione fornita dagli istituti e su un percorso di engagement, ZeroArmi offre una valutazione del grado di coinvolgimento delle principali banche italiane nella produzione, nel commercio e nell’esportazione di armamenti. L’obiettivo non è esprimere giudizi assoluti, ma fornire uno strumento di conoscenza. La finanza etica riconosce il diritto delle persone risparmiatrici a conoscere l’utilizzo delle proprie risorse quando entrano nel circuito finanziario, in particolare quando esse sono impiegate in settori ad alto impatto sociale e politico. La trasparenza diventa così una condizione essenziale per consentire scelte consapevoli e per rafforzare un rapporto di fiducia tra banche e cittadini e cittadine.
I risultati dell’analisi
L’analisi restituisce un quadro articolato e non omogeneo del sistema bancario italiano. Emergono differenze rilevanti nei livelli di coinvolgimento con il settore degli armamenti, nelle politiche adottate e nella disponibilità a rendere pubbliche informazioni chiare e verificabili. Questa eterogeneità conferma l’utilità di uno strumento che consenta di distinguere tra pratiche diverse, evitando semplificazioni e rendendo visibili anche le aree di possibile miglioramento.
Policy, trasparenza ed engagement
La presenza e la qualità delle policy adottate sono un aspetto rilevante dell’analisi. In un contesto normativo in evoluzione, segnato da un progressivo ridimensionamento dei meccanismi di rendicontazione pubblica, la definizione di regole interne chiare, il loro perimetro di applicazione e la loro effettiva implementazione assumono un ruolo decisivo. Il rapporto evidenzia come policy dedicate
e accessibili possano rappresentare uno strumento concreto di responsabilità. Il percorso di engagement sviluppato nel corso del progetto mostra come il dialogo con gli istituti di credito possa migliorare la
qualità delle informazioni disponibili e rendere più solide le valutazioni, pur all’interno di un settore strutturalmente complesso. La disponibilità al confronto emerge come un fattore rilevante per rafforzare pratiche di accountability e per promuovere una relazione più trasparente con la società.
Una finanza orientata alla pace
Noi operatori della finanza etica continuiamo a ritenere che una finanza orientata alla pace, allo sviluppo umano e alla tutela dei diritti sia non solo auspicabile, ma necessaria.
Pur nella consapevolezza che le scelte di esclusione totale del settore militare non siano condivise dall’intero sistema bancario, resta centrale il diritto all’informazione e la possibilità di distinguere tra diversi livelli di coinvolgimento. ZeroArmi si colloca in questa prospettiva come strumento di analisi
indipendente, utile ai risparmiatori e alle risparmiatrici, ma anche alle banche che intendano interrogare le proprie pratiche e definire percorsi di miglioramento.
In un tempo in cui le decisioni economiche e finanziarie hanno un impatto sempre più diretto sugli equilibri internazionali e sulla qualità delle nostre democrazie, riteniamo fondamentale continuare a interrogare il ruolo della finanza e a promuovere pratiche capaci di orientarla verso obiettivi di pace e
giustizia sociale. ZeroArmi si colloca in questa prospettiva, come contributo concreto a una riflessione collettiva che resta più che mai necessaria.
Una collaborazione per la trasparenza
Nasce dalla collaborazione con Rete italiana Pace e Disarmo ed è pensato, in coerenza con i principi di trasparenza propri della finanza etica, per essere uno strumento utile sia a chi desidera risparmiare e investire in modo consapevole, sia anche alle stesse banche coinvolte, che intendano fissare obiettivi di
verifica e miglioramento.
La partecipazione delle principali banche italiane a questo lavoro di analisi dimostra l’attenzione del sistema finanziario verso questi temi e ci incoraggia a proseguire su questa strada di dialogo.
Teresa Masciopinto
Presidente di Fondazione Finanza Etica