Categoria: Notizie

Sull’energia ci vuole coraggio

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Avete presente Barclays, vero? Uno dei grandi player bancari del pianeta: presente in oltre 50 paesi con 129.400 dipendenti, per un totale di asset pari a 1,133 trilioni di sterline nel 2018. Ovviamente anche Barclays è stata folgorata sulla strada di Damasco dalla sostenibilità e ha prontamente messo in scaffale conti correnti sostenibili e ha lanciato i “green trade loan”, prestiti per aiutare le imprese a sviluppare progetti o fornire nuovi servizi sostenibili. Era il 2018 e di questi green trade loans avrebbero potuto usufruire le imprese con “finanziamenti commerciali verdi” solo per determinate attività, quali l’efficienza energetica, lo sviluppo di energie rinnovabili, i trasporti sostenibili e la gestione dei rifiuti. Una notizia che sembrava confermare lo spostamento verso la sostenibilità anche del comparto finanziamenti.

Oggi, però, un gruppo di azionisti critici guidati da ShareAction è riuscito a presentare una mozione nell’Assemblea degli azionisti di Barclays che si svolgerà a maggio in cui chiede alla banca multunazionale di cambiare politica spostandosi decisamente dal finanziamento delle imprese dei combustibili fossili all’energia rinnovabile. Per aderire davvero agli impegni dell’accordo di Parigi della COP21 contro i cambiamenti climatici e per tutelare la solidità stessa dell’azienza. Sì, perché nonostante la grande comunicazione sulla svolta green della finanza, le banche continuano a pompare miliardi di dollari nei combustibili fossili: dalla firma dell’accordo di Parigi (dicembre 2015), si calcola che le 33 maggiori banche mondiali abbiano investito 1,9 trilioni di dollari nel settore, con Barclays responsabile per 85 miliardi di dollari, collocandosi così in un “onorevole” sesto posto al mondo, ma leader assoluto fra le banche europee.

Gli azionisti critici chiedono dunque che Barclays si allinei, nel finanziamento del settore energetico, agli obiettivi di Parigi. Presentare una mozione in questo genere di consessi è già in sé un risultato importante (e ShareAction ci è riuscita grazie anche al sostegno di altri 11 investitori istituzionali; un po’ come noi facciamo con la nostra rete Shareholders for Change); ma ancor più è importante considerare le motivazioni con cui viene sostenuta questa mozione. Chiaramente si dimostra come la svolta sostenibile sia per la Barclays una operazione più di marketing che di sostanza. Un bel problemino per una banca che è fra i fondatori dei Principles for Responsible Banking delle Nazioni Unite.

Tuttavia è interessante notare come ShareAction motiva la propria mozione con l’obiettivo di “promuovere il successo a lungo termine dell’azienda”. Sì perché i rapporti della Task Force costituita nell’ambito dell’accordo di Parigi che si occupa della trasparenza finanziaria legata al clima e quelli del gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite sugli impatti sul riscaldamento globale, di fronte a un aumento di 1,5°C della temperatura del globo, evidenziano come il passaggio da 1,5° a 2° di aumento causerebbero danni economici addizionali da 8,1 a 11,6 trilioni di dollari entro il 2050. Inoltre Citigroup (non proprio una organizzazione dell’ambientalismo radicale) sottolinea come il mancato raggiungimento dell’obiettivo di mantenere la crescita della temperatura sotto 1,5°C, continuando a finanziare i settori dei combustibili fossili, produrrà ulteriori 50 trilioni di dollari di danni economici e di perdita di produttività entro il 2060. Chi pagherà questi costi? Certamente la collettività dei paesi più direttamente colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici; sicuramente le aziende, che sempre più spesso sono chiamate a rispondere di danni connessi ai cambiamenti climatici. Ma è altrettanto vero che l’enfasi che la comunità mondiale sta giustamente mettendo sui rischi connessi ai cambiamenti climatici spinge la concorrenza anche fra i soggetti finanziari a posizionarsi lungo questa direttrice e la concorrenza premia i posizionamenti migliori (e, forse, più coerenti) e punisce chi resta ancorato a vecchi medelli. Così la mozione di ShareAction evidenzia come altri player finanziari europei abbaino intrapreso strade più coraggiose per quanto riguarda il settore energetico: HSBC si è impegnata a non finanziare attività per le quali la maggior parte dell’investimento venga usato per nuovi progetti oil & gas nell’Artico; Crédit Agricole ha indicato un processo di phasing-out dal carbone entro il 2030 per l’Europa e i paesi OCSE, entro il 2040 per la Cina, entro il 2050 per il resto del mondo. Chiaramente, dicono gli azionisti critici, questa tendenza rischia di mettere fuori mercato la “nostra” azienda, Barclays, e per questo incoraggiano l’azienda a non affidarsi troppo sulle tecnologie a emissioni negative per adeguarsi ad obiettivi di phasing-out rispetto alle fossili, perché tali tecnologie potrebbero essere disponibili in tempi troppo lunghi per poter evitare le peggiori conseguenze sull’ambiente e quindi in tempi tali da non evitare i riverberi negativi sulla performance economica dell’azienda.

Insomma, il punto di vista dell’azionista critico è tanto esterno all’azienda, nel senso che si interessa degli effetti non economici delle scelte economico-finanziarie della “sua” azienda; quanto interno, perché si deve interessare dei buoni risultati a lungo termine della stessa.

E, infine la vicenda di ShareAction su Barclays ci dice – cosa particolarmente rilevante per noi di Fondazione Finanza Etica che dal 2008 facciamo attività di azionariato critico – che è importante costruire alleanze con altri investitori istituzionali e che il settore bancario e finanziario è decisivo per indurre cambiamenti nel sistema, anche dal  punto di vista dell’azionariato critico.

 

Simone Siliani

Assisi, 1 febbraio, il Programma dell’incontro

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Fondazione Finanza Etica e Fra’ Sole, con la collaborazione di Gruppo Banca Etica e Sisifo, organizzano il convegno:

Riparare la nostra casa comune. 

Laudato si’, economia e finanza etica

Assisi, Sacro Convento – sabato 1° febbraio 2020

 

L’enciclica Laudato sì  individua nella finanza una delle cause principali della crisi ecologica, sociale e culturale del nostro pianeta. Come diffondere un modello finanziario alternativo? La finanza etica si interroga, discute e propone concrete risposte alla crisi del sistema per l’appuntamento internazionale di marzo 2020 The Economy of Francesco.

Il convegno è rivolto prioritariamente a lavoratori di banche e assicurazioni e studenti e ricercatori universitari in ambito economico under 35. Per iscriverti compila il modulo che trovi >>QUI<<

 

Programma Completo

Conduzione: Andrea Di Stefano (Valori.it)

 

ore 10 – 12.45 | DIALOGHI

Introduzione di Luigino Bruni: Economia ed Ecologia integrale

Intervento di Joseba Segura (teologo, economista e vescovo di Bilbao, inviato del Vaticano in Ecuador e mediatore nel conflitto con l’ETA in Spagna)

Dialogo su Ecologia integrale: Simona Ruta Segoloni (teologa, Istituto Teologico di Assisi), Vanessa Pallucchi (vice presidente Legambiente)

Dialogo su finanza e laudato Sì: Alessandra Smerilli (docente economia politica, pontificia facoltà Scienze dell’educazione Auxilium), Anna Fasano (presidente banca Etica)

Dialogo su giustizia globale e ambiente: Paolo Beccegato (vicedirettore Caritas Italiana), Patxi Alvarez (teologo ed ingegnere, resp. Azione Sociale Compagnia di Gesù)

 

ore 13.30 – 16.45 | Pranzo e WORLD CAFÉ Condivisione dei saperi e possibili risposte intorno ai tre dialoghi

 

Abstract

La finanza occupa una posizione centrale nell’analisi che l’Enciclica sulla cura della casa comune Laudato si’ di Papa Francesco svolge sulla crisi ecologica, sociale e culturale in cui è avvolto il pianeta. L’Enciclica individua nella finanza il vero motore dell’attuale modello di sviluppo, causa di squilibri, storture, disuguaglianze, rischi globali. Allo stesso tempo pensiamo che l’Enciclica possa essere il viatico per una riflessione costruttiva e innovativa della finanza, sulla possibilità che torni a essere ciò per cui essa nasce, cioè far incontrare domanda e offerta di denaro per lo sviluppo sociale, ambientale, umano della società. Il Manifesto di Banca Etica sembra dialogare molto con i contenuti della Laudato si’, nel concepire l’idea stessa della sostenibilità di una società nella quale i tre pilastri di sviluppo economico, coesione sociale e tutela ambientale sono pensati in modo fortemente integrato. Il Manifesto delinea anche un ambito di impegno e di attività che possano delineare una riforma strutturale della finanza. Vengono così indicati alcuni obiettivi e strumenti di riforma che, anche in vista dell’iniziativa l’Economia di Francesco che si svolgerà ad Assisi dal 26 al 28 marzo 2020, possono essere oggetto di confronto per tradurre le indicazioni contenute nella Laudato si’ in concreti passi per la riforma del sistema. Fra quelle indicate nel Manifesto si ricorda la Tassazione sulle Transazioni Finanziarie, l’eliminazione dei paradisi fiscali, la separazione tra le banche commerciali e le attività speculative svolte dalle banche e dalle istituzioni finanziarie, la definizione di standard stringenti relativi alle attività di “finanza sostenibile”, l’azionariato critico e attivo quale leva per la partecipazione attiva degli investitori nella gestione di grandi imprese che tengano in considerazione le ricadute non economiche delle scelte finanziarie.

 

Partecipazione e informazioni

È previsto un rimborso fino a un massimo di 50 euro a sostegno delle spese di alloggio per i partecipanti under 35.

Per informazioni: fondazione@bancaetica.org | +39 055 4936073

 

 

Corso di educazione finanziaria e allo sviluppo di impresa – PROVINCIA DI PISTOIA- aperte le iscrizioni

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Fondazione Finanza Etica è partner del progetto “Savoir Faire”, cofinanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione FAMI 2014-2020 (PROG-2227, OS 2, ON 3, lett. m) – 394.419,04€ – annualità 2018-21, 24 mesi) avente a capofila Anci Toscana.

Nell’ambito del progetto la Fondazione svolge corsi gratuiti di alfabetizzazione finanziaria e attività di accompagnamento allo sviluppo di piani di impresa sociale, della durata di 40 ore ciascuno da realizzare in ogni provincia della Toscana.

È aperto il bando per partecipare alla edizione del corso sul territorio della provincia di Pistoia.

Il bando scade il 15 gennaio 2020.

A chi è rivolto

Cerchiamo cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti sul territorio toscano, compresi i titolari di protezione internazionale, sussidiaria e umanitaria che siano interessati all’acquisizione di competenze finanziarie e allo sviluppo di capacità imprenditoriale.

Il corso

Le lezioni, condotte secondo metodologie di apprendimento aperte e finalizzate a coinvolgere in maniera quanto più attiva tutti i partecipanti, permetteranno di:

  • Conoscere concetti fondamentali della finanza (cosa sono i soldi, cosa sono il risparmio e l’indebitamento)
  • Informarsi sui diritti fondamentali dei migranti in condizione di pari opportunità (casa, lavoro, salute, istruzione, libertà di circolazione)
  • Imparare ad elaborare un bilancio personale e familiare
  • Conoscere le modalità di finanziamento per l’ avvio e il funzionamento di un’impresa
  • Sviluppare un’idea imprenditoriale di successo

La partecipazione al corso è completamente gratuita. Le lezioni e il materiale didattico sono in italiano, per cui è richiesto un livello adeguato di conoscenza e padronanza della lingua in forma scritta e orale.

Le lezioni durano mediamente 3 ore e si svolgono ogni venerdì mattina (da confermare tramite colloquio con gli iscritti). Sede del corso sono i comitati territoriali Arci della provincia di Grosseto.

Durata

Il corso ha una durata complessiva di 40 ore. Le lezioni dureranno da dicembre 2019 a gennaio 2020.

Documenti

La versione integrale del bando è disponibile qui

Potete scaricare la scheda di iscrizione qui

Come presentare domanda

Per candidarsi è necessario inviare via mail all’indirizzo formazione.fondazione@bancaetica.org o via fax al +39 055 2691148  la scheda di iscrizione debitamente compilata e copia di valido permesso di soggiorno. Il termine per presentare domanda è fissato alle ore 17:00 del 06/12/2019.

Per informazioni sul bando e sulle modalità di partecipazione scrivere a formazione.fondazione@bancaetica.org

oppure telefonare allo 055 2381064 (lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 17)

Al mercato delle emissioni

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Oggi, giovedì 12 dicembre, alla COP25 di Madrid è la giornata contro il Mercato della CO2, indetta dall’alleanza di oltre 200 gruppi di base e indigeni americani e canadesi “It Takes Roots”.

Questa del Mercato della CO2 è una questione molto tecnica, con notevoli risvolti politici, certamente decisiva e controversa per la lotta al cambiamento climatico. Si tratta delle prima strategia sul tema adottata dalla comunità internazionale sulla base dell’accordo di Kyoto del 1997. Il mercato internazionale dellle emissioni di CO2, in teoria, dava ai paesi aderenti all’accordo degli incentivi per abbattere le emissioni, in quanto ricevevano crediti per i loro sforzi – su progetti di energia rinnovabile, conservazione delle foreste, ecc. – che potevano essere venduti ai paesi in difficoltà a raggiungere i loro obiettivi di abbattimento di emissioni. Questo strumento avrebbe dovuto, nelle intenzioni dell’accordo, accelerare il raggiungimento complessivo dei limiti di emissioni previsti per mantenere l’aumento della temperatura terrestre al di sotto dei 2°C dei livelli preindustriali. In realtà è diventata un argomento molto controverso e dibattuto circa la sua efficacia ed è al centro del dibattito alla COP25 relativamente all’art.6 del Trattato di Parigi.

Secondo molti il mercato delle emissioni si è rivelato uno strumento non solo scarsamente efficiente, ma addirittura utile per ulteriore business, sfruttamento delle foreste e legittimazione ad inquinare. I contrari a questo strumento statale di controllo delle emissioni sostengono che esso consente alle compagnie petrolifere di investire in vasti progetti di mitigazione dei combustibili fossili in altri paesi invece di ridurre le proprie emissioni.

Infatti, chi sostiene lo strumento del mercato delle emissioni è soprattutto l’industria delle fossili, come l’International Emissions Trading Association, fra i cui membri spiccano BP, Chevron, Shell, che di recente hanno stimato come il mercato delle emissioni possa ridurre i costi per l’implementazione dell’accordo di Parigi di circa 250 miliardi di dollari l’anno fino al 2030.

Di questo mercato hanno fatto largo uso i paesi europei, costituendo il primo e più vasto mercato delle emissioni nel 2005 con l’Emission Trading System. Attraverso di esso questi paesi hanno elargito una quantità enorme di crediti alle loro industrie, ma il risultato è stato che il costo dell’inquinamento è diventato troppo basso per stimolare una reale riduzione delle emissioni di gas serra.

L’altro grande mercato delle emissioni, il Clean Development Mechanism istituito dall’art.12 del Protocollo di Kyoto – che permette ai paesi industrializzati di acquistare i Certificati di Riduzione delle Emissioni (CER) e di investirli in riduzioni di emissioni laddove ciò è meno oneroso nel mondo (i paesi in ritardo di sviluppo) – ha canalizzato oltre 138 miliardi di dollari in circa 8.000 progetti nei paesi terzi. Ma secondo un recente studio commissionato dalla Commissione Europea all’Öko-Institut di Berlino (centro di ricerca di ecologia applicata), l’85% di questi progetti avrebbero avuto luogo anche senza il Clean Development Mechanism, rendendo così il valore di quest’ultimo almeno discutibile. Tanto è vero che l’Emissions Trading System della UE ha cessato di emettere crediti CDM a favore di progetti in Brasile, India e Cina e il mercato delle emissioni californiano non ne accetta in assoluto. Questo ha portato a una svalutazione dei crediti, che nel 2008 valevano 23 dollari a tonnellata, mentre oggi, secondo le stime della Banca Mondiale, sono scesi al 30% di quel valore. Il rapporto della Banca Mondiale inoltre conclude evidenziando come solo il 20% delle emissioni globali di gas serra siano coperte da iniziative del mercato della CO2 e che di queste meno del 5% siano valutate a un prezzo coerente con il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi (stimato fra 40 $/ton.CO2 al 2020 e 50-100 $/ton.CO2 al 2030).

È pur vero che alcuni mercati delle emissioni hanno raggiunto alcuni obiettivi, come quello della California, che ha portato lo stato americano a superare già oggi gli obiettivi su energia rinnovabile previsti al 2020, e anche quello di alcuni stati del nordest degli USA, che hanno ridotto del 47% le emissioni di CO2 da produzione di energia a una velocità del 90% maggiore del resto del paese. Ma restano aperti alcuni problemi fondamentali relativi al conteggio, spesso duplicato, dei crediti per i progetti di riduzione delle emissioni da parte sia del paese emittente che dal paese ricevente (come nel caso del Brasile), problematiche di efficienza del sistema, ma anche di trasparenza e dunque di natura politica, che per l’appunto sono squadernati davanti ai negoziatori della COP25 a Madrid.

Simone Siliani

 

Civile è meglio. Teorie e prassi delle economie alternative

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Festival dell’Economia Civile | giovedì 14 novembre  H19 |  Campi Bisenzio, Teatrodante Carlo Monni

Iscrizione >>QUI<<

Economia civile, sostenibile, circolare, di comunione … Negli ultimi anni sono cresciute teorie economiche alternative al mainstream liberista, in molti casi legate anche a esperienze concrete: facciamo un po’ di chiarezza tra questi esempi, cercando ciò che le unisce e ciò che le diversifica. Resta il valore di una nuova biodiversità negli studi economici che inizia a diffondersi anche nelle Università. Ma come comunicare l’economia civile? E’ solo un prodotto di nicchia o può ambire a contaminare l’economia, che dovrebbe essere tutta civile, rimanendo “incivile” quella che ha prodotto crisi, diseguaglianze e disastri ambientali”.

Ne parleremo in un panel organizzato da Novo Modo con

Maria Antonietta Ciaramella > Osservatorio Economia Civile Regione Campania
Mario Pianta > docente di Economia Politica, Scuola Normale Superiore di Pisa
Rossella Verga > giornalista di Corriere Buone Notizie
Stefano Zamagni > Università degli Studi di Bologna (in collegamento)

Modera Giuseppe di Francesco > Novo Modo, Fairtrade Italia

 

Concorso tesi di laurea in Finanza Etica – nominati i vincitori della seconda edizione del premio “Elisa Genovese”

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La Fondazione è lieta di comunicare l’esito delle valutazioni espresse dal Comitato Scientifico designato per l’aggiudicazione del premio “Elisa Genovese”. Il Comitato Scientifico, composto da Fausto Corvino (Istituto Superiore Sant’Anna di Pisa), Simone Grillo (Banca Etica), Fabio Moliterni (Etica sgr), Tommaso Rondinella (Banca Etica) e Domenico Villano (Fondazione Finanza Etica), si è riunito in videoconferenza venerdì 25 ottobre per deliberare sull’attribuzione del premio di laurea e delle due menzioni.

La vincitrice del premio di laurea da 2.500 € è la dottoressa Ornella Darova con la tesi

Can mobile money make a change where Microfinance did not? Access to credit in Uganda

I vincitori delle due menzioni da 750 € sono il dottor Filippo Giannini con la tesi

L’engagement degli investitori istituzionali in ambito ESG

e il dottor Pietro Marchesano con la tesi

ESG materiality in the European equity market

Il verbale della riunione può essere consultato QUI.

Ringraziamo i laureati che hanno partecipato alla seconda edizione del concorso e ci complimentiamo con tutti per la qualità dei lavori presentati.

 

 

WELCOME TO SODOM

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Proiezione del documentario

Mercoledì 6 novembre | H21 | Cinema La Compagnia, Firenze

 

Il Festival dei Popoli festeggia quest’anno 60 anni. Nato a Firenze nel 1959 da un gruppo di antropologi, sociologi, etnologi, esperti di cinema e di “comunicazione di massa” e dedicato alla documentazione sociale, il Festival dei Popoli è ora diventato il principale festival del documentario italiano.

Da alcuni anni è attiva una ricca collaborazione tra Fondazione Finanza Etica e il Festival, che ha collaborato alla terza edizione della nostra rassegna di libri cinema e finanza Non con i miei soldi.

Quest’anno abbiamo deciso di sostenere, nella sezione Habitat, Welcome to Sodom: documentario sulla più grande discarica di rifiuti elettronici, ad Accra, in Gana. Accra è uno dei luoghi più inquinati del Pianeta. Per i 6000 uomini, donne e bambini che qui vivono e lavorano è semplicemente ‘Sodoma’. Ogni anni l’Europa si sbarazza di 60mila tonnellate di rifiuti elettronici in modo illegale. Destinazione? I porti dell’Africa, che ricevono i due terzi di questa spazzatura, fatta dalle nostri lavatrici, lavastoviglie, televisori, computer, smartphone, condizionatori. Assieme alla Nigeria, il centro del traffico si dirige in Ghana, sotto il diretto controllo della mafia internazionale.

Welcome to Sodom”, il documentario di Florian Weigensamer e Christian Krӧnes, sarà in sala mercoledì 6 novembre, ore 21 cinema La Compagnia, Firenze.

 

Corso di educazione finanziaria e allo sviluppo di impresa – PROVINCIA DI GROSSETO- prorogate le iscrizioni al 31 gennaio

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Fondazione Finanza Etica è partner del progetto “Savoir Faire”, cofinanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione FAMI 2014-2020 (PROG-2227, OS 2, ON 3, lett. m) – 394.419,04€ – annualità 2018-21, 24 mesi) avente a capofila Anci Toscana.

Nell’ambito del progetto la Fondazione svolge corsi gratuiti di alfabetizzazione finanziaria e attività di accompagnamento allo sviluppo di piani di impresa sociale, della durata di 40 ore ciascuno da realizzare in ogni provincia della Toscana.

È aperto il bando per partecipare alla edizione del corso sul territorio della provincia di Grosseto.

Il bando è prorogato al 31 gennaio 2020.

A chi è rivolto

Cerchiamo cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti sul territorio toscano, compresi i titolari di protezione internazionale, sussidiaria e umanitaria che siano interessati all’acquisizione di competenze finanziarie e allo sviluppo di capacità imprenditoriale.

Il corso

Le lezioni, condotte secondo metodologie di apprendimento aperte e finalizzate a coinvolgere in maniera quanto più attiva tutti i partecipanti, permetteranno di:

  • Conoscere concetti fondamentali della finanza (cosa sono i soldi, cosa sono il risparmio e l’indebitamento)
  • Informarsi sui diritti fondamentali dei migranti in condizione di pari opportunità (casa, lavoro, salute, istruzione, libertà di circolazione)
  • Imparare ad elaborare un bilancio personale e familiare
  • Conoscere le modalità di finanziamento per l’ avvio e il funzionamento di un’impresa
  • Sviluppare un’idea imprenditoriale di successo

La partecipazione al corso è completamente gratuita. Le lezioni e il materiale didattico sono in italiano, per cui è richiesto un livello adeguato di conoscenza e padronanza della lingua in forma scritta e orale.

Le lezioni durano mediamente 3 ore e si svolgono ogni venerdì mattina (da confermare tramite colloquio con gli iscritti). Sede del corso sono i comitati territoriali Arci della provincia di Grosseto.

Durata

Il corso ha una durata complessiva di 40 ore. Il primo modulo prevede 20 ore formative da svolgere in 5 incontri.

Documenti

La versione integrale del bando è disponibile qui

Potete scaricare la scheda di iscrizione qui

Come presentare domanda

Per candidarsi è necessario inviare via mail all’indirizzo formazione.fondazione@bancaetica.org o via fax al +39 055 2691148  la scheda di iscrizione debitamente compilata e copia di valido permesso di soggiorno. Il termine per presentare domanda è fissato alle ore 17:00 del 31/01/2020.

Per informazioni sul bando e sulle modalità di partecipazione scrivere a formazione.fondazione@bancaetica.org

oppure telefonare allo 055 2381064 (lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 17)

Fondazione Finanza Etica: nominato il nuovo Consiglio di Indirizzo

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Il nuovo Consiglio di Indirizzo di FFE

Fondazione Finanza Etica è la fondazione culturale di partecipazione del Gruppo Banca Etica, fondata 16 anni fa da Banca Etica ed Etica Sgr per svolgere attività di azionariato critico in Italia e in Europa; partecipare a campagne e reti italiane ed europee; realizzare progetti di educazione critica alla finanza e svolgere ricerche e studi a livello internazionale.

Nei giorni scorsi si è insediato a Firenze il nuovo Consiglio di Indirizzo, che ha eletto all’unanimità i nuovi presidente e vicepresidente della Fondazione. Presidente è Marco Piccolo, che lascia il suo precedente incarico di responsabile del Servizio Strategie e comunicazione di Banca Etica; vicepresidente è Elda dalla Bona, Referente dei soci di Banca Etica per l’Area Nord Est.
Il Consiglio di Indirizzo è composto da Marco Piccolo, Elda Dalla Bona, Andrea Baranes, Camilla Carabini, Adriana Lamberto Floristan, Pietro Ghetti, Luca Mattiazzi, Alessandro Messina, Giuditta Peliti, Francesca Rispoli, Soana Tortora. Primo incarico del Consiglio di Indirizzo è stata la nomina della Giunta Esecutiva, costituita dal Presidente, da Alessandro Messina (direttore generale di Banca Etica), Luca Mattiazzi (direttore generale di Etica Sgr), Giuditta Peliti, Referente dei soci di Banca Etica per l’Area Centro, e Camilla Carabini.

Ringrazio il mio predecessore Andrea Baranes per l’importante lavoro svolto con la Fondazione in questo ultimo mandato”, dice Marco Piccolo. – “Ci aspetta un autunno ricco di iniziative e progetti da realizzare. Col mese di ottobre consolidiamo i nostri rapporti con il prestigioso Istituto Universitario Europeo con sede a Fiesole, realizzando il 22 ottobre un workshop sul rapporto tra banche e clima “Banking on Climate: a path to Responsability”. Il 7 dicembre saremo ad Assisi, dove organizzeremo al Sacro Convento un convegno sull’enciclica Laudato Si e le sue implicazioni nel campo dell’economia e della finanza. È inoltre in redazione il 3° Rapporto sulla Finanza Etica e Sostenibile in Europa, che quest’anno si focalizzerà, per la prima volta, sugli investimenti socialmente responsabili in Europa e sulle esperienze di azionariato critico e attivo; il rapporto sarà presentato a Bruxelles presso il Consiglio Europeo.”

Fondazione Finanza Etica da 10 anni realizza attività di azionariato critico in Italia e in Europa attraverso la rete Shareholders for Change, costituita da 11 membri che investono in più di 23 mld € e rappresentano circa 140 mld € di patrimonio gestito; partecipa dal 2006 a oltre 20 campagne e reti italiane e internazionali; ha realizzato oltre 100 interventi didattici anche attraverso webinar e MOOC sui temi dell’educazione critica alla finanza; pubblica ricerche e studi a livello internazionale.
La Fondazione è proprietaria della testata “Valori”, sviluppatasi in un hub editoriale dell’intero Gruppo (www.valori.it): una piattaforma digitale nella quale si trovano notizie, informazioni, newsletter, infografiche, dati, dossier, video, materiale didattico sui temi della finanza e dell’economia.

Abbiamo anche cambiato la sede legale, che è a Firenze, in via dei Calzaiuoli 7

Il consiglio di indirizzo. Caratteristiche, durata, nomine

Ai sensi dell’art.11 dello Statuto della Fondazione, il Consiglio dura in carica tre esercizi e ogni componente può essere nominato per un massimo di tre mandati consecutivi.

Il consiglio è così composto:

  • un componente scelto dalla Direzione di Banca Etica > Alessandro Messina
  • un componente scelto dalla Direzione di Etica Sgr > Luca Mattiazzi
  • un componente scelto dai Portatori di valore – Aree Territoriali > Elda Dalla Bona
  • un componente scelto dai Portatori di valore – Soci Dipendenti > Pietro Ghetti
  • un componente scelto dai Portatori di valore – Soci di riferimento della Banca > Francesca Rispoli
  • un componente scelto dal Comitato Etico di Banca Etica > Soana Tortora
  • un componente scelto da Fundación Finanzas Éticas > Adriana Lamberto Floristan

La nomina degli altri componenti il Consiglio di Indirizzo spetta al Consiglio di Amministrazione di Banca Etica, sentiti gli altri soci fondatori della Fondazione; sono scelti tra gli appartenenti a realtà collegate al Gruppo.

Il CdA della Banca ha indicato: Marco Piccolo, Andrea Baranes, Camilla Carabini e Giuditta Peliti.

 

Il Consiglio di Indirizzo svolge una funzione di indirizzo culturale e politico, esprimendo e rappresentando le anime e i valori del Gruppo Banca Etica.

 

La giunta esecutiva. Caratteristiche, durata, nomine

Ai sensi dell’art. 15 dello Statuto della Fondazione, La Giunta Esecutiva è composta da cinque membri:

  • un membro indicato dalla Direzione di Banca Etica > Alessandro Messina
  • un membro indicato dalla Direzione di Etica Sgr > Luca Mattiazzi
  • tre membri, tra i quali il Presidente, nominati dal Consiglio di Indirizzo: Marco Piccolo, Camilla Carabini e Giuditta Peliti.

 

La Giunta Esecutiva ha poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria. Amministra e delibera sugli investimenti del patrimonio della Fondazione e sulla destinazione dei suoi redditi e decide ogni iniziativa intesa al perseguimento degli scopi Statutari.

 

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