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Azionariato critico su ACEA. Un engagement di successo

Foto di Mali Maeder, Pexels

 

ACEA. Un engagement di successo

Nel sesto anno del nostro engagement con ACEA possiamo dire, con soddisfazione, che il dialogo si svolge oggi su un piano di un soddisfacente livello di trasparenza e lealtà. Ciò almeno per quanto riguarda le domande relative al modello di business e sulle politiche di remunerazione del management. Vi sono, invece, margini di deciso miglioramento per quanto riguarda la situazione finanziaria del Gruppo. 

Mentre notiamo che, anche in questo caso, la modalità di svolgimento dell’Assemblea degli azionisti “a porte chiuse” costituisce un irresistibile fattore di chiusura al dialogo con gli azionisti. Come per (quasi) tutte le altre società ingaggiate si è scelta questa modalità di svolgimento (attraverso Rappresentante Designato dalla Società) come ineluttabile e non come una possibilità. Che dimostra una certa rigidità interpretativa della norma o, peggio, una pavloviana reazione incondizionata come di paura o sfiducia nella capacità degli azionisti di discutere con il management in vista di un obiettivo comune che è il bene dell’azienda. Questo spiega il motivo per cui nessuna di queste aziende, ACEA compresa, risponde alla nostra domanda “perché avete scelto questa modalità”. E anche ACEA ci dice che le modalità con cui si è svolta l’Assemblea degli azionisti è “pienamente conforme alla vigente disciplina legislativa”. Vorremmo anche vedere fosse il contrario! Ma il punto è perché si è scelta questa soluzione rispetto alle diverse possibili (in presenza, in forma mista presenza-da remoto, da remoto ma con possibilità di interlocuzione attiva).

 

La situazione finanziaria del Gruppo

Sulla situazione finanziaria del Gruppo, tema da cui era iniziato nel 2017 il nostro engagement, il dialogo è ancora difficile. Pensiamo che vi sia ancora uno squilibrio fra la quantità di utili che la Società destina ai dividendi a favore degli azionisti rispetto a quelli destinati agli investimenti sul miglioramento della rete o comunque all’efficienza dell’azienda. La payout ratio (cioè il rapporto fra dividendo complessivo distribuibile e l’utile dell’esercizio) è ancora troppo alto e tale da minare l’obiettivo dello sviluppo sostenibile di lungo periodo. Tuttavia riconosciamo che questo valore è sceso dal 95% nel 2022 all’87% nel 2023, segno che anche l’azienda riconosce in qualche misura l’esistenza del problema.

Tuttavia, passi avanti ve ne sono stati. Prima di tutto in termini di trasparenza e di apertura di confronto. La politica dei dividendi della Società prevedeva nel Piano industriale 2020-2024 una distribuzione di complessivi 860 milioni di euro. Nelle prime quattro annualità del piano (2020-2023) sono stati distribuiti 698,2 milioni. Ne resterebbero da distribuire nel 2024 circa 162. Ma questo corrisponderebbe a un dividendo di 0,76 euro per azione, contro gli attuali 0,85. Abbiamo dunque chiesto ad ACEA se questo implicasse un abbassamento del dividendo per azione nel 2024, perché non vorremmo che che invece si pensasse di sfondare la previsione del dividendo complessivo rispetto a quanto previsto nel piano, aggravando così lo squilibrio che abbiamo già denunciato all’inizio. Su questo la risposta di ACEA è stata evasiva: nell’ambito del nuovo piano industriale, rispondono, la Società elaborerà “una politica dei dividendi in funzione delle performance economico-finanziarie delineate nel piano stesso”. Abbiamo così compreso che quando un’azienda è colta in fallo, tende a dare (non)risposte ovvie.

 

La politica industriale

Rispetto alla politica industriale della Società, registriamo dei successi reali del nostro engagement.

Intanto chiarezza sul tema perdite idriche. La Società ha obiettivamente fatto degli investimenti (87,8 milioni di euro nel solo 2022) ottenendo risultati interessanti. ACEA Ato 2, l’azienda idrica di Roma e provincia del Gruppo, ha ridotto del 17,2% rispetto al 2019 le perdite idriche non contabilizzate. Per raggiungere l’obiettivo prefissato, è prevista una ulteriore riduzione del 9,8% nel periodo 2023-2024. ACEA Ato 5 (Frosinone e provincia) ha ridotto le perdite del 24% nel 2022 rispetto al dato del 2019 con un investimento di 15,74 milioni di euro. Nel periodo 2023-2024 è prevista una ulteriore riduzione del 7%.

Risultati importanti del nostro azionariato critico si registrano anche sul terreno della politica di remunerazione. In particolare in termini di trasparenza del sistema di incentivazione variabile nel breve periodo, incentrato su un obiettivo di sostenibilità, e la sua misurazione. La Società fornisce informazioni abbastanza dettagliate sulla componente efficientamento dei depuratori realizzato in termini di interventi di razionalizzazione. Cioè la riduzione della frammentazione dei tanti piccoli impianti sul territorio in favore di impianti medio-grandi, abbinata all’integrazione dei sistemi di collettamento fognario. Questo consente un maggior controllo sull’efficacia della depurazione, l’ottimizzazione dei costi di gestione ed energetici e il miglioramento della performance depurativa.  Analoga strategia relativa all’indicatore dell’efficientamento dei depuratori: riduzione e chiusura di quelli più piccoli a favore di impianti più grandi ed efficienti. Questi indicatori, concretamente misurabili, vanno a comporre l’indicatore di sostenibilità relativo all’incentivo della parte variabile della remunerazione del management.

Anche per quanto riguarda il piano di remunerazione relativo agli incentivi di lungo periodo, la risposta dell’azienda è stata corretta. Nel 2024 saranno forniti i dati circa il raggiungimento o meno dei risultati, che comportano indicatori relativi alla riduzione delle perdite idriche, della percentuale dei fanghi disidratati, delle emissioni e degli indici di infortuni.

 

Ecco, dunque, un caso in cui l’azionariato critico può dirsi di successo, passando da un’iniziale chiusura e sospetto, ad un confronto aperto, in uno spirito collaborativo e di trasparenza.

 

Simone Siliani