“Gravi ritardi nella transizione energetica in Spagna.

Voto contrario sulla politica di remunerazione: le paghe dei manager sono eccessive”

 

Oggi partecipiamo per il dodicesimo anno consecutivo all’assemblea degli azionisti di Enel, gigante italiano dell’elettricità controllato al 23,6% dal Ministero del Tesoro.

Anche quest’anno interverremo anche a nome della rete europea di investitori istituzionali SfC – Shareholders for Change, di cui siamo soci fondatori – spiega Andrea Baranes, presidente di FFE – In particolare, voteremo assieme all’investitore francese Ecofi Investissements, parte del gruppo Crédit Coopératif, socio fondatore di SfC, che detiene in tutto circa 200.000 azioni di Enel.

Le domande inviate prima dell’assemblea in collaborazione con la fondazione Friends Provident di Londra, socio di SfC, sono nove e riguardano le strategie di transizione giusta (“just transition”) di Enel verso un modello di produzione a basse emissioni di CO2, con il coinvolgimento dei lavoratori e delle comunità locali. In assemblea si punterà invece sui due temi in particolare: i prezzi troppo elevati dell’energia venduta dalla controllata Endesa in Spagna, per cui l’impresa è stata appena multata, per 5,8 milioni di euro, dalla Commissione Nazionale per i Mercati e la Concorrenza spagnola e le paghe eccessive dei manager.

I colleghi di Fundacion Finanzas Eticas, anch’essi soci fondatori di SfC, hanno partecipato in modo critico all’assemblea di Endesa il 12 aprile scorso, sottolineando il problema dei prezzi eccessivi dell’elettricità, che colpiscono migliaia di famiglie povere e il ritardo nell’uscita dal carbone – continua Baranes – In assemblea interverremo per sostenere le loro proposte, visto che Endesa fa parte del gruppo Enel. E voteremo contro, assieme ad Ecofi, al piano di remunerazione, che prevede una paga fissa per l’amministratore delegato pari al 138% della mediana delle grandi utilities europee concorrenti di Enel. Un livello che ci sembra eccessivo.

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Foto di Gianpiero Addis