Partecipiamo oggi per la quarta volta consecutiva all’assemblea degli azionisti di Leonardo, il principale produttore italiano di armamenti, il cui maggiore azionista è il Ministero del Tesoro italiano con il 30,2%.

Torneremo in assemblea con tre azioni, per conto di Rete Italiana per il Disarmo, che coordina diverse organizzazioni pacifiste e della nuova rete europea di investitori istituzionali SfC-Shareholders for Change, che rappresenta investimenti per un totale di circa 140 miliardi di euro – spiega Simone Siliani, direttore di FFE, fondata nel 2003 da Banca Etica.

L’intervento della Fondazione toccherà tre aspetti principali: l’export di armi verso il Turkmenistan, il possibile coinvolgimento nel conflitto in corso in Yemen e la produzione di armi nucleari.

L’esercito del Turkmenistan, un Paese considerato alla stregua di Corea del Nord ed Eritrea sul piano della libertà di stampa, starebbe utilizzando almeno tre elicotteri multiuso (civile e militare) AW 109 di Agusta Westland (gruppo Leonardo) in operazioni militari, anche se la loro vendita non è mai stata autorizzata come export militare dallo Stato italiano. Vogliamo che Leonardo faccia chiarezza su questa vicenda – spiega Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Italiana per il Disarmo – Lo stesso discorso vale per lo Yemen: Leonardo deve dirci se armi del gruppo sono attualmente utilizzate o saranno impiegate nella guerra in corso nel Paese arabo. Chiederemo infine maggiori dettagli sull’effettivo coinvolgimento di Leonardo nella produzione di armi nucleari, visto che il gruppo compare nell’ultimo rapporto di ICAN (Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari) all’interno della lista delle imprese produttrici. Questo, secondo noi, espone la società anche a rischi finanziari, visto che molti investitori istituzionali (tra cui il fondo pensione norvegese, il più grande fondo sovrano al mondo) potrebbero decidere di escludere l’impresa, come già successo in passato, proprio per il suo coinvolgimento nella produzione di armi nucleari.

Fondazione Finanza Etica ha inoltre anticipato a Leonardo 13 domande per conto di Rete Italiana per il Disarmo e Greenpeace Germany. Alle domande, che toccano temi come la cooperazione con partner tedeschi, l’interesse verso Piaggio Aerospace e l’acquisto di Vitrociset, l’impresa fornirà risposte scritte nel corso dell’assemblea.