Testimonianza di Dario Brolloper la Fondazione Culturale Responsabilità Etica
I giorni della cosiddetta COP15, l’attesissima 15° conferenza mondiale sui cambiamenti climatici, la città di Copenhagen decide di cambiare nome grazie a un felice gioco di parole che, da ‘porto dei mercanti’, la fa diventare ‘porto della speranza‘.Nei fatti però, alla maggior parte dei partecipanti, agli osservatori, agli attenti lettori e a quanti, a vario titolo, si interessano di tematiche ambientali, risulta che l’enorme dispendio di energie, la travolgente partecipazione di capi di stato e di governo di 120 paesi del globo, il popolo dei 45.000 accreditati alla conferenza ufficiale abbiano prodotto un risultato molto inferiore alle aspettative e, sicuramente, insufficiente per rispondere in modo significativo all’autorevole allarme di costante surriscaldamento globale dell’IPCC (International Panel on Climate Change, delle Nazioni Unite).