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Corso di educazione finanziaria e allo sviluppo di impresa – aperte le iscrizioni per FIRENZE E PROVINCIA – PROROGATA LA SCADENZA AL 17/09

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Fondazione Finanza Etica è partner del progetto “Savoir Faire”, cofinanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione FAMI 2014-2020 (PROG-2227, OS 2, ON 3, lett. m) – 394.419,04€ – annualità 2018-21, 24 mesi) avente a capofila Anci Toscana.

Nell’ambito del progetto la Fondazione svolge corsi gratuiti di alfabetizzazione finanziaria e attività di accompagnamento allo sviluppo di piani di impresa sociale, della durata di 40 ore ciascuno da realizzare in ogni provincia della Toscana.

È aperto il bando per partecipare alla seconda edizione del corso a Firenze.

Il bando scade il 17 settembre 2019.

A chi è rivolto

Cerchiamo cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti sul territorio toscano, compresi i titolari di protezione internazionale, sussidiaria e umanitaria che siano interessati all’acquisizione di competenze finanziarie e allo sviluppo di capacità imprenditoriale.

Il corso

Le lezioni, condotte secondo metodologie di apprendimento aperte e finalizzate a coinvolgere in maniera quanto più attiva tutti i partecipanti, permetteranno di:

  • Conoscere concetti fondamentali della finanza (cosa sono i soldi, cosa sono il risparmio e l’indebitamento)
  • Informarsi sui diritti fondamentali dei migranti in condizione di pari opportunità (casa, lavoro, salute, istruzione, libertà di circolazione)
  • Imparare ad elaborare un bilancio personale e familiare
  • Conoscere le modalità di finanziamento per l’ avvio e il funzionamento di un’impresa
  • Sviluppare un’idea imprenditoriale di successo

La partecipazione al corso è completamente gratuita. Le lezioni e il materiale didattico sono in italiano, per cui è richiesto un livello adeguato di conoscenza e padronanza della lingua in forma scritta e orale.

Le giornate e gli orari di svolgimento delle lezioni saranno concordate con coloro che presentano domanda. Sede del corso è il comitato Arci territoriale ubicato in Piazza dei Ciompi 11 a Firenze.

Durata

Il corso ha una durata complessiva di 40 ore. Le lezioni dureranno da settembre a novembre 2019.

Documenti

La versione integrale del bando è disponibile qui

Potete scaricare la scheda di iscrizione qui

Come presentare domanda

Per candidarsi è necessario inviare via mail all’indirizzo formazione.fondazione@bancaetica.org o via fax al +39 055 2691148  la scheda di iscrizione debitamente compilata e copia di valido permesso di soggiorno. Il termine per presentare domanda è fissato alle ore 17:00 del 17/09/2019.

Per informazioni sul bando e sulle modalità di partecipazione scrivere a formazione.fondazione@bancaetica.org

oppure telefonare allo 055 2381064 (lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 17)

“Hopenhagen”: 15° conferenza mondiale sui cambiamenti climatici

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Testimonianza di Dario Brollo
per la Fondazione Culturale Responsabilità Etica

I giorni della cosiddetta COP15, l’attesissima 15° conferenza mondiale sui cambiamenti climatici, la città di Copenhagen decide di cambiare nome grazie a un felice gioco di parole che, da ‘porto dei mercanti’, la fa diventare ‘porto della speranza‘.
Nei fatti però, alla maggior parte dei partecipanti, agli osservatori, agli attenti lettori e a quanti, a vario titolo, si interessano di tematiche ambientali, risulta che l’enorme dispendio di energie, la travolgente partecipazione di capi di stato e di governo di 120 paesi del globo, il popolo dei 45.000 accreditati alla conferenza ufficiale abbiano prodotto un risultato molto inferiore alle aspettative e, sicuramente, insufficiente per rispondere in modo significativo all’autorevole allarme di costante surriscaldamento globale dell’IPCC (International Panel on Climate Change, delle Nazioni Unite).

Alcuni dati

I paesi hanno risposto in maniera disorganica; da una parte la virtuosa Unione Europea, dall’altra l’asse strategico/opportunistico USA-Cina-India con la coda di molti paesi poveri; nel mezzo stati vasti ma poco significativi sulla scena mondiale.
Le ONG sono, di fatto, state tagliate fuori dalla conferenza ufficiale.
Gli accordi raggiunti non sono vincolanti e sono molto inferiori alle reali necessità.

Tutto questo potrebbe bastarmi per esprimere, con cinismo e disillusione, che la conferenza ha fallito e che il futuro di fronte a noi comincia ad essere realmente fosco. Però, nonostante questi inequivocabili segni negativi, non posso non gioire per una cosa, a mio modo di vedere, non marginale: nessun altro vertice al mondo ha avuto una così alta attenzione e tensione mondiale; per la prima volta decisioni di interesse globale sono state prese sotto gli occhi consapevoli e giudici di una larga fetta di mondo e non è stato possibile arrivare agli accordi senza fare i conti e confrontarsi, con l’opinione pubblica globale. I potenti e le lobby non hanno potuto fare quello che volevano; il compromesso raggiunto è stato frutto di questo. Inoltre, fatto più importante di tutti, il tema della tutela dell’ambiente e della sua conservazione per le generazioni future è divenuto patrimonio dell’umanità e gli eco-scettici hanno trovato muri di gomma. Centinaia di migliaia sono state le mobilitazioni, le campagne on-line, le manifestazioni, le iniziative, le pressioni per sostenere un coraggioso accordo di Copenhagen; l’accordo c’è stato ma non coraggioso; ora spetta al prossimo incontro di Bonn di metà 2010 continuare con impegno il percorso intrapreso e alla società civile vigilare e agire senza paura.

Perciò, forse inaspettatamente, Hopenaghen ha davvero svolto il ruolo di custode della speranza di un futuro (prossimo) accordo che superi i particolari interessi a vantaggio di quello di tutti.

 

[Foto di AusSMC]