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COP28: uno spartiacque nella lotta al cambiamento climatico

Foto di Markus Spiske su Unsplash

 

Mancano trenta giorni all’avvio della ventottesima Conferenza delle Parti sul Clima (COP) sotto l’egida della UNFCCC, la Convenzione Quadro dell’ONU sui cambiamenti climatici. La COP28 rappresenta una opportunità cruciale per fare il punto sulle azioni intraprese finora e rafforzare gli sforzi globali per limitare il riscaldamento globale. Perché proprio questa COP? Quest’anno in agenda troviamo il primo Global Stocktake sotto l’Accordo di Parigi, ovvero il primo processo di valutazione globale dei progressi raggiunti nel conseguimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico. Una sorta di “tagliando” volto a monitorare gli sforzi di riduzione delle emissioni di gas serra a livello globale e per valutare se gli obiettivi dell’Accordo di Parigi stiano per essere raggiunti. L’esito dipenderà dalla collaborazione internazionale e dagli sforzi congiunti dei paesi per affrontare il cambiamento climatico. 

 

Sfide Globali e Obiettivi Ambiziosi

Il mondo si prepara per la prima volta alle difficili domande: a che punto siamo? A cosa hanno portato le ultime sei COP? Questo evento globale è un evento di passaggio fondamentale nella continua corsa contro il tempo per affrontare il cambiamento climatico e ridurre le sue devastanti conseguenze. Quali sono le sfide e le opportunità che ci attendono?

La COP28 si svolge in un contesto in cui, forse per la prima volta, gli impatti del cambiamento climatico sono evidenti e preoccupanti agli occhi di tutti, con eventi meteorologici estremi, siccità, inondazioni e perdita di biodiversità che minacciano le comunità di tutto il mondo. L’obiettivo principale di questa conferenza è mostrare dove siamo e conseguentemente rafforzare e ampliare gli impegni degli Stati. 

Inoltre, è importante notare che la scelta di Sultan Ahmed Al Jaber come Presidente designato della COP28 può anche generare discussioni e critiche, visto il suo ruolo nella Abu Dhabi National Oil Company- Adnoc, l’azienda petrolifera statale. Molti hanno sottolineato la necessità di una leadership ecologica più ambiziosa, mentre altri hanno espresso preoccupazioni legate a risultati annacquati o alla trasparenza nella preparazione e nella gestione della COP28.

Le critiche o le valutazioni sulla sua presidenza designata possono variare in base alle prospettive e agli obiettivi dei vari attori coinvolti nella lotta al cambiamento climatico. Tuttavia, Ahmed Al Jaber ha un ruolo importante da svolgere nella guida della COP28 e nell’orientare il suo successo nel raggiungere obiettivi climatici globali cruciali.

 

La Voce dell’Unione Europea

L’Unione Europea è un attore chiave in questa conferenza. Con il suo Green Deal e l’impegno a diventare il primo continente a emissioni zero entro il 2050, l’UE sta dimostrando una leadership nella lotta contro il cambiamento climatico. La COP28 rappresenta una occasione per l’UE di influenzare gli accordi globali e promuovere una transizione verso una economia verde e sostenibile. Ecco perché la Commissione Europea riunirà gli Ambasciatori del Patto per il clima (European Climate Pact ambassadors) e tutte le persone che seguono da vicino la COP28 il 27 Ottobre a Bruxelles per lo European Climate Stocktake. Questo evento sarà l’occasione per presentare i progressi dell’UE e del mondo verso gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e per definire gli interventi fondamentali per i negoziati che si apriranno il mese seguente a Dubai. 

 

Conclusioni Anticipate

La COP28 sarà un banco di prova critico per il mondo. Le aspettative sono basse perché le sfide climatiche sono urgenti e richiedono ormai azioni decisive e rapide. Mentre i rappresentanti di tutto il mondo (governi, società civile, organizzazioni non governative e imprese) si riuniscono per negoziare gli impegni climatici, la sensazione è che gli accordi, se pur ambiziosi, non essendo vincolanti non arriveranno alla concretezza. 

Resta da vedere il 15 Dicembre quale sarà l’esito della COP28, ma una cosa è chiara: la necessità di agire è urgente oggi più che mai.

 

Irene Ghaleb
Fondazione Finanza Etica, European Climate Pact ambassador