I sistemi d’arma autonomi possono selezionare e colpire un obiettivo senza un intervento umano diretto?
È una domanda che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza. Oggi, invece, riguarda una delle questioni più urgenti del dibattito internazionale sulla sicurezza, sui diritti umani e sulla responsabilità delle imprese.
Per questo, nel 2026, abbiamo introdotto per la prima volta il tema dei sistemi d’arma autonomi nella nostra attività di azionariato critico.
L’intelligenza artificiale entra nei sistemi militari
Sistemi d’arma autonomi e controllo umano
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale rende possibile sviluppare sistemi militari capaci di operare con livelli sempre maggiori di autonomia.
Oltre al tema tecnologico, la domanda per noi fondamentale è: chi prende la decisione finale sull’uso della forza?
La comunità internazionale discute da anni della necessità di garantire un controllo umano significativo (“meaningful human control“) su ogni decisione che possa comportare l’uso della forza letale.
Le domande rivolte alle aziende della difesa
Nell’ambito della nostra attività di engagement abbiamo quindi chiesto alle aziende della difesa europea Leonardo, Rheinmetall, TKMS, Airbus e Renk quale ruolo abbia l’intelligenza artificiale nei loro sistemi militari.
In particolare abbiamo chiesto:
- se esistano politiche aziendali che escludano lo sviluppo di sistemi d’arma completamente autonomi;
- come venga garantito il controllo umano sulle decisioni di impiego della forza;
- quali strumenti di governance e supervisione siano previsti per evitare che decisioni di vita o di morte vengano delegate a un algoritmo.
Questa iniziativa si inserisce nel lavoro portato avanti a livello internazionale dalla campagna Stop Killer Robots, sostenuta anche da Etica Sgr.
Le risposte: rassicurazioni, ma pochi impegni verificabili
Le aziende coinvolte hanno tutte dichiarato che il controllo umano rimane un elemento centrale.
Tuttavia, nella quasi totalità dei casi non esistono policy pubbliche, verificabili e vincolanti che escludano esplicitamente lo sviluppo o l’utilizzo di sistemi d’arma completamente autonomi.
In molti casi le imprese hanno inoltre richiamato esigenze di riservatezza, rendendo difficile verificare concretamente gli impegni dichiarati.
Perché l’azionariato critico si occupa anche di questo
L’azionariato critico non serve soltanto a chiedere risultati economici migliori.
Essere azionisti significa poter dialogare con le imprese su questioni che riguardano i diritti umani, la trasparenza, la governance e gli impatti sociali delle tecnologie sviluppate.
L’intelligenza artificiale applicata ai sistemi militari rappresenta uno dei temi più rilevanti di questo tempo e riteniamo che le imprese debbano assumersi responsabilità pubbliche, chiare e verificabili.
Le decisioni sulla vita non possono essere automatizzate
Per Fondazione Finanza Etica la pace e il disarmo passano anche dalla responsabilità delle imprese.
Per questo continueremo a chiedere che ogni decisione sull’impiego della forza resti sempre sotto un controllo umano effettivo e che le aziende adottino impegni pubblici, verificabili e trasparenti sui sistemi d’arma autonomi.
Approfondisci il nostro lavoro di engagement
Scopri i temi dell’azionariato critico 2026: https://finanzaetica.info/engagement/temi/
Consulta tutte le imprese coinvolte nelle attività di engagement: https://finanzaetica.info/engagement/imprese/