Il Campo dei Miracoli e l’illusione del guadagno facile

Data di pubblicazione: 29 Luglio 2026

Adulti e bambini partecipano al Grande Gioco della Finanza durante il festival Il Tempo dei Piccoli

Il Campo dei Miracoli di Pinocchio racconta la promessa di ottenere molto denaro in poco tempo, senza fatica e senza rischi. Una metafora efficace per parlare di speculazione finanziaria e per imparare a riconoscere gli inganni legati al guadagno facile.

Basta sotterrare alcune monete, aspettare e tornare a raccoglierne molte di più. È ciò che il Gatto e la Volpe fanno credere a Pinocchio, convincendolo a seguirli nel Campo dei Miracoli.

A duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi, questa storia continua a descrivere la promessa che il denaro possa moltiplicarsi rapidamente, senza rischi e senza che sia necessario comprendere da dove arrivi il guadagno.

Il Campo dei Miracoli è stato il tema scelto per la XII edizione del festival Il Tempo dei Piccoli – La Città Bambina, promosso da La Città Bambina ETS insieme alla compagnia teatrale Kuziba, per riflettere, attraverso spettacoli, laboratori e giochi, sul valore del denaro, del tempo, delle parole e delle relazioni.

Fondazione Finanza Etica ha partecipato al festival portando ad Andria Il Grande Gioco della Finanza, uno strumento di educazione critica pensato per affrontare in modo semplice e coinvolgente alcuni dei principali meccanismi dell’economia e della finanza.

Il Campo dei Miracoli esiste ancora?

Le promesse del Gatto e della Volpe possono sembrare lontane. Eppure, ancora oggi, molte proposte finanziarie vengono presentate come occasioni per ottenere rendimenti elevati in poco tempo, con rischi minimi o addirittura inesistenti.

La forma cambia, ma il meccanismo è simile: si invita una persona ad affidare il proprio denaro facendo leva sulla possibilità di guadagnare facilmente, senza fornire informazioni chiare sui rischi, sulle attività finanziate o sull’origine dei rendimenti promessi.
Non tutte le attività finanziarie sono naturalmente degli inganni. Investire significa mettere a disposizione risorse per sostenere una impresa, un progetto o una attività economica, accettando un certo grado di rischio.
Il problema nasce quando il guadagno viene separato dall’economia reale e presentato come un risultato automatico, oppure quando si cerca di ottenere profitto dalle oscillazioni dei prezzi, dalle difficoltà di interi Paesi o dalla scarsità di beni essenziali.

È in questi casi che la finanza rischia di assomigliare più a un casinò che a uno strumento al servizio dell’economia e della società.

Che cosa significa speculare

La parola “speculazione” viene usata per descrivere operazioni che cercano di ottenere un profitto dalle variazioni future dei prezzi.
Si può speculare sulle azioni di una impresa, sul valore di una valuta, sui titoli di Stato, sull’energia o sulle materie prime. Anche il cibo può diventare oggetto di operazioni speculative, con conseguenze che possono ricadere sul prezzo dei beni e sulla possibilità delle persone di accedervi.
La speculazione non produce necessariamente un nuovo bene, un servizio o un’attività utile. Il guadagno può derivare semplicemente dall’aver previsto correttamente un aumento o una diminuzione di prezzo.

Quando questo meccanismo assume dimensioni molto grandi, può alimentare bolle finanziarie, aumentare l’instabilità dei mercati e trasferire i rischi su persone e comunità che non hanno partecipato alle decisioni.

Per questo, davanti alla promessa di un guadagno elevato, la prima domanda non dovrebbe essere soltanto “quanto posso ottenere?”, ma anche: da dove viene questo rendimento e quali conseguenze produce?

La risposta della finanza etica

La finanza etica parte da un principio diverso: il denaro non è neutro.

Depositare i propri risparmi in una banca, acquistare un prodotto finanziario o investire in un fondo significa contribuire a finanziare determinate attività economiche. Il denaro può sostenere imprese, abitazioni, servizi, energie rinnovabili e progetti sociali, ma può anche finanziare attività dannose per l’ambiente e per le persone.

Per questo la finanza etica cerca di rendere visibile il percorso del denaro e di valutare non soltanto il rendimento economico, ma anche gli effetti sociali e ambientali degli investimenti.

Non promette che le monete si moltiplichino per miracolo. Chiede invece trasparenza sulle attività finanziate, attenzione ai rischi e responsabilità rispetto alle conseguenze delle scelte economiche.

Parlare di denaro con bambini e adulti

Parlare di denaro con bambini e bambine può sembrare complicato. Eppure, fin dai primi anni di vita, entriamo in contatto con concetti come prezzo, risparmio, desiderio, bisogno, scambio e valore.
Evitare l’argomento non protegge necessariamente i più piccoli. Al contrario, imparare a distinguere un bisogno da un desiderio, comprendere che le risorse non sono infinite e riconoscere le promesse troppo belle per essere vere sono competenze importanti.

Educare alla finanza non significa trasformare bambini e bambine in piccoli investitori. Significa fornire strumenti per comprendere il ruolo del denaro nella società e per sviluppare un pensiero critico sulle scelte economiche.

È un esercizio che riguarda anche le persone adulte. Le decisioni finanziarie vengono spesso presentate attraverso parole tecniche, messaggi pubblicitari o applicazioni che rendono l’investimento simile a un gioco. Comprendere ciò che accade dietro uno schermo, un rendimento o una promessa commerciale diventa quindi sempre più necessario.

Il Grande Gioco della Finanza

Per affrontare questi temi Fondazione Finanza Etica utilizza anche i giochi.

Sabato 27 giugno, in Piazza Catuma ad Andria, adulti, bambini e bambine hanno potuto partecipare al Grande Gioco della Finanza, all’interno del programma del festival Il Tempo dei Piccoli.

I partecipanti si sono sfidati lungo un percorso dedicato a risparmi, investimenti, economia e finanza. Casella dopo casella, il gioco propone domande e situazioni che aiutano a comprendere che cosa accade al denaro quando viene depositato, prestato o investito.
Lo scopo non è soltanto arrivare per primi alla fine del tabellone. Durante la partita emergono questioni che riguardano la vita quotidiana: che cosa fa una banca con i nostri risparmi? Qual è la differenza tra investire e speculare? Come nasce una bolla finanziaria? Chi subisce le conseguenze di una crisi? Quali attività vengono sostenute attraverso il nostro denaro?
Il gioco permette di affrontare questi interrogativi senza partire da una lezione o da definizioni astratte. Le regole, gli imprevisti e le scelte compiute dalle persone partecipanti rendono visibili alcuni meccanismi che, nella realtà, possono apparire distanti e difficili da comprendere.

Educazione critica alla finanza

Allenare bambini, bambine e adulti a sviluppare un pensiero critico sulla finanza è uno degli impegni di Fondazione Finanza Etica.

Significa imparare a fare domande, chiedere informazioni, riconoscere i rischi e valutare gli effetti delle proprie decisioni. Significa anche comprendere che il valore delle cose non coincide sempre con il loro prezzo e che l’economia può essere organizzata secondo criteri diversi dall’accumulo e dal profitto immediato.

La partecipazione al festival è stata possibile grazie alle persone socie del Gruppo di Iniziativa Territoriale Bari-BAT di Banca Etica e alla Filiale di Bari di Banca Etica, che hanno contribuito a portare il Grande Gioco della Finanza in Piazza Catuma.

Il Campo dei Miracoli di Pinocchio racconta una falsa promessa: piantare poche monete e raccoglierne molte senza comprendere come sia possibile.

La finanza etica propone di partire proprio dalla domanda che Pinocchio non si pone: che cosa c’è dietro quella promessa?

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