Credito, investimento, capitale, crescita: parole che sembrano appartenere solo agli economisti. Povertà, uguaglianza, responsabilità, futuro: parole che sembrano stare da un’altra parte. La terza edizione di Eticall, la Summer School di Fondazione Finanza Etica, è nata proprio per tenerle insieme e per ricordare che l’economia, quando smette di essere materia per addetti ai lavori, torna a riguardare la vita delle persone.
Dal 18 al 22 giugno, 29 persone giovani di circa 28 anni hanno trascorso quattro giorni tra formazione, confronto e vita comune, dedicati al rapporto tra formazione, confronto e vita comune, dedicati al rapporto tra finanza etica, povertà e uguaglianza. C’era chi già gravitava nell’orbita di Banca Etica e chi la incontrava per la prima volta: studentesse, studenti, lavoratrici, lavoratori.
Eticall Summer School finanza etica: parlare di povertà senza ridurla a un numero
Il percorso è partito da una frase di Simone Siliani, direttore di Fondazione Finanza Etica: “il contrario della povertà è l’uguaglianza”. Non si tratta solo di reddito, ma di accesso, alla casa, all’energia, all’istruzione, al credito, alla cultura, alle relazioni e della possibilità di scegliere e di partecipare alle decisioni che contano.
Quando la finanza prova a dare una risposta a queste domande smette di essere astratta, scegliendo quali attività sostenere, quali imprese finanziare, quali territori raggiungere e quali lasciare indietro. Il denaro è anche accesso, potere, opportunità: renderlo visibile e orientarlo verso giustizia sociale, diritti e ambiente è il lavoro che la finanza etica prova a fare ogni giorno.
Una scuola fatta di luoghi, giochi e domande
Il programma ha alternato incontri, laboratori, giochi, momenti informali e una visita a Barbiana, il luogo legato all’esperienza educativa di don Lorenzo Milani.
Tra i temi affrontati: economia ecologica e povertà energetica con Tommaso Luzzati, credito e inclusione con Ugo Biggeri, investimenti etici con Marcello Colla, la finanza etica in Europa con Federica Ielasi, la teoria dei giochi con Leonardo Boncinelli. Ha chiuso Teresa Masciopinto, presidente di Fondazione Finanza Etica, con una riflessione su come continuare a partecipare alla vita della Fondazione e della rete di Banca Etica.
Tutti gli incontri si sono svolti come laboratori, dove tutte le persone presenti hanno partecipato, interagito e posto domande. Le discussioni nascevano spontaneamente e spesso continuavano anche fuori dagli orari previsti, nei momenti informali tra una sessione e l’altra.
La finanza etica raccontata da vicino
Per molte persone che hanno partecipato, Eticall è stata la prima occasione per conoscere il Gruppo Banca Etica e di ottenere risposte alle domande che attraversano la testa di tutte le persone che hanno davanti un istituto di credito: dove va il denaro che depositiamo? Cosa rende etico un investimento? Cosa significa dare credito a chi normalmente ne resta escluso? Come si misura l’impatto sociale di una scelta economica?
Dai feedback raccolti emerge soprattutto che le persone partecipanti hanno vissuto Eticall come l’ingresso in una comunità, un contesto in cui conoscenza, relazioni e impegno politico possono convivere, trovare risposte e relazioni.
Dopo la Summer School
I quattro giorni di EtiCall hanno lasciato molte domande aperte, ma sono stati abbastanza intensi da far nascere il desiderio di continuare. Diverse persone hanno espresso la volontà di restare in contatto con il gruppo di EtiCall, con la Fondazione e con le iniziative del Gruppo Banca Etica. Alla fine è proprio questo uno degli obiettivi della scuola: offrire a persone giovani già sensibili ai temi sociali, ambientali ed economici uno spazio per mettere ordine nelle proprie domande, trovare strumenti e incontrare altre persone con cui proseguire il percorso.
Questa edizione ha scelto di partire dalla povertà perché è lì che le contraddizioni dell’economia diventano più evidenti. Parlare di finanza etica significa, in fondo, chiedersi a cosa serve il denaro, chi decide come usarlo e quali condizioni servono perché più persone possano vivere con dignità, scegliere, partecipare. Non una domanda da poco, che Eticall prova ad affrontare mettendo insieme persone, esperienze, strumenti e tempo per pensare.