Il Servizio Civile con Fondazione Finanza Etica

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Immagine del Servizio Civile per la Regione Toscana

Capire la finanza, scegliere meglio: candidati al Servizio Civile con Fondazione Finanza Etica
2 posti disponibili a Firenze – candidature aperte fino al 10 giugno 2026

Un anno per capire meglio come funziona il denaro, acquisire competenze utili e contribuire a costruire un’economia più giusta. Fondazione Finanza Etica seleziona 2 volontari/e nell’ambito del Servizio Civile Regionale promosso dalla Regione Toscana.

Il progetto rientra nell’ambito di Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani, ed è finanziato con risorse del PR FSE+ 2021-2027.

Il progetto
Giovani che contano: capire la finanza, scegliere meglio.

Un percorso rivolto a chi vuole mettersi in gioco su temi concreti e attuali: educazione finanziaria, sostenibilità, cittadinanza attiva, comunicazione sociale, consumo consapevole. Durante l’anno di servizio civile entrerai in contatto con una realtà impegnata da anni nella promozione della finanza etica e potrai partecipare ad attività con scuole, gruppi di giovani, cittadinanza e reti del territorio, sviluppando competenze pratiche e professionali utili nel mondo del lavoro: progettazione, comunicazione, organizzazione di eventi, lavoro in team e strumenti digitali.

Avrai inoltre l’opportunità di approfondire il funzionamento della finanza, conoscere da vicino i principi della finanza etica e vivere un’esperienza formativa ricca di valori, orientata alla giustizia sociale, alla sostenibilità e alla partecipazione attiva.

Scarica e leggi la scheda del progetto.

Cosa farai concretamente

Potrai collaborare a:
● laboratori e incontri di educazione finanziaria per giovani e adulti
● creazione di contenuti digitali e divulgativi
● organizzazione di eventi, campagne e iniziative pubbliche
● attività di comunicazione sui temi della finanza etica
● progetti dedicati a sostenibilità, pace ed economia responsabile

Cosa ti porterai a casa

Un’esperienza utile anche per il futuro professionale, con competenze in:
● comunicazione e scrittura
● organizzazione di progetti ed eventi
● lavoro in team
● strumenti digitali
● public speaking e facilitazione
● conoscenza del terzo settore

Dove si svolge

Presso la sede operativa di Fondazione Finanza Etica a Firenze, in Viale Amendola 10.
Impegno previsto: 25 ore settimanali, su 5 giorni, per 12 mesi.

Contributo economico

È previsto un assegno mensile di 507,30 euro.

Chi può candidarsi

Giovani tra 18 e 29 anni, residenti, domiciliati o regolarmente soggiornanti in Toscana, non occupati/disoccupati/inattivi, in possesso dei requisiti previsti dal bando regionale.

Come candidarsi

Per prima cosa, leggi attentamente il bando e ricorda che la domanda va presentata online entro le ore 12:00 del 10 giugno 2026 sul portale della Regione
Toscana: https://servizi.toscana.it/sis/DASC/

Per accedere è necessario utilizzare:
● SPID
● Carta d’Identità Elettronica (CIE)
● Carta Sanitaria/CNS attivata

Non aspettare gli ultimi giorni: verifica per tempo di avere credenziali e strumenti necessari, così da poter completare la candidatura entro la scadenza senza inconvenienti o rallentamenti tecnici.

Perché candidarti con noi

Perché non è solo un anno di servizio civile. È un anno per capire meglio il mondo in cui vivi e imparare a cambiarlo, partendo dalle scelte economiche di ogni giorno.

Informazioni

Per il progetto e le selezioni: palmisano.fondazione@bancaetica.org
Per il bando regionale: Regione Toscana – serviziocivile@regione.toscana.it
Qui tutti gli approfondimenti.

La difesa della patria è nonviolenta

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Vignetta d'apertura della raccolta firme per la campagna "Un'altra difesa è possibile!"

Qual è la Patria che l’articolo 52 della Costituzione impone ad ogni cittadino (e cittadina) di difendere come suo “sacro dovere”? E come e in quali modi dobbiamo adempiervi?

A queste domande, non certo da poco conto, risponde la proposta di legge d’iniziativa popolare Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta. Questa ha bisogno oggi di raccogliere almeno 50.000 firme per arrivare al Parlamento.  Si firma online, comodamente e facilmente, dal proprio smartphone o computer qui.

La difesa e la Patria nella costituzione

Mi preme qui riflettere sul significato profondo di questa proposta. Che non è di natura tecnica, bensì di ontologia costituzionale perché investe la natura stessa del concetto di Patria e della sua difesa. Nella Costituzione la Patria non è semplicemente un’entità nazionale, racchiusa e definita da dei confini (da difendere, appunto, in armi), tanto più oggi nel contesto dell’integrazione europea. Tanto meno è un insieme di simboli (bandiera, pure descritta nella Costituzione, inno, ecc.) o, peggio, una identità etno-linguistica.

Si tratta piuttosto di una comunità, composta di persone, dotate anche di cittadinanze giuridiche diverse, unite e uguali – senza distinzione di sesso, razza, lingua, opinioni politiche e condizioni personali e sociali (arti.3) – in una Repubblica, cioè in questa forma di Stato democratica, immutabile nelle sue caratteristiche fondamentali. Questa Repubblica (e le sue istituzioni) è al servizio di quella comunità di “liberi, uguali e diversi”, tanto che le viene attribuito il compito di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” che limitano “di fatto” (e non solo formalmente di diritto) “la libertà e l’eguaglianza dei cittadini”. Questi ostacoli economici e sociali sono le prime minacce alla Patria perché “impediscono il pieno sviluppo della persona umana” e la “partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” della comunità di persone “libere e uguali” che la costituiscono.

Tutto ciò per dire che la Costituzione non è una carta di astratti e impalpabili valori e principi, bensì un progetto politico, sociale ed economico pensato per tenere unita una comunità che è, concretamente, la Patria vivente da difendere. Non solo in armi, evidentemente. Mi verrebbe da dire che anche, e prima di tutte, le forze armate e dell’ordine devono essere organizzate per difendere questa Patria anche dalle sue minacce interne e non solo da quelle esterne. Tanto meno esse devono essere orientate ai conflitti esterni e alla guerra. Che, infatti, la Costituzione “ripudia” (art.11).

Come difendere la giusta idea di Patria

Ma torniamo all’articolo 52. Questa idea concreta di Patria ogni cittadino, donne e uomini, giovani e anziani, ha il sacro dovere di difendere. È stata la Corte Costituzionale con più sentenze, nei decenni scorsi, a chiarire questo fatto quando ha equiparato il servizio civile non armato alternativo al servizio di leva, al tempo obbligatorio, così interpretando la Legge 772/72, facendo di quella scelta di milioni di giovani un diritto e, insieme, un dovere (“sacro”) e non solo una scelta morale di rifiuto di imbracciare le armi. Sebbene quella legge, insieme alla sospensione (attenzione, non eliminazione) del servizio di leva obbligatoria, sia stata sbrigativamente e proditoriamente cancellata, il valore giuridico interpretativo di quelle sentenze resta scolpito nella pietra.

Ma se, dunque, la difesa della Patria è un dovere costituzionale cui si può adempiere anche non in armi, allora diventa compito della Repubblica, cioè delle sue istituzioni, organizzarlo: è un dovere, anch’esso sacro, farlo, a meno che non si pensi che i cittadini debbano farlo autonomamente.

Chi deve organizzare la difesa?

Ma con quali strutture e risorse dovrebbero farlo? Appunto spetta alle istituzioni della Repubblica adempiere a questo compito nell’ambito di quel principio generale dell’art.3 della Costituzione. Si può dire che, in un certo senso, quei milioni di cittadini e cittadine, giovani e anziani, che donano volontariamente parte del loro tempo al volontariato sociale e ambientale, culturale e civile, costituiscano il primo nucleo di quell’altra difesa, appunto civile, non armata e nonviolenta, che la proposta di legge di iniziativa popolare intende istituire e finanziare.

Il volontariato è una risorsa fondamentale per la qualità sociale, culturale e ambientale della vita di questa nostra Patria, ma non può da solo, cioè senza l’impegno delle istituzioni della Repubblica, adempiere pienamente a quel sacro dovere di difesa preconizzato dalla Costituzione. E, non vi è dubbio, che nel caso di una difesa da una minaccia esterna anche in armi, le componenti di difesa non armata e nonviolenta hanno un ruolo decisivo da svolgere. Basti pensare a quanto storicamente sia stata importante l’opera della Croce Rossa o della Resistenza civile non armata durante il secondo conflitto mondiale in Italia e in altri paesi europei. Ma anche in quei casi l’organizzazione è stata decisiva.

Una richiesta attuale

Dunque, di questo parla la proposta di iniziativa di legge popolare che invitiamo tutte le persone a firmare, affinché il Parlamento avverta il dovere di agire secondo Costituzione, almeno con la stessa solerzia con cui non ha esitato a stanziare finanza pubblica per le spese militari, per costruire la pace e prepararsi alla difesa hanno detto. Noi pensiamo, al contrario, che la pace si raggiunge preparando la pace; pensando e organizzandoci a prevenire, evitare e gestire i conflitti con metodi nonviolenti e non in armi. Ce lo chiede non l’Europa, non la Nato, non gli alleati d’Oltreoceano; ce lo chiede, anzi ce lo impone, la Costituzione.

Simone Siliani
Direttore Fondazione Finanza Etica

Sono aperte le iscrizioni per EtiCall, la nostra Summer School

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Lanciamo la terza edizione della nostra Summer School.
4 giorni, tra i colli fiorentini, per approfondire i temi della finanza etica.
Tra teorie e pratiche, un incontro collaborativo tra partecipanti e relatori.
L’obiettivo? Prendere decisioni finanziarie etiche e sostenibili per contribuire al benessere della società e dell’ambiente.


ETICALL è una grande opportunità per chi desidera partecipare attivamente a un futuro finanziario etico, sostenibile e responsabile.

Il nostro corso di formazione si svolgerà dal 18 al 21 giugno presso l’Aia Santa, nel Mugello.
Il costo, comprensivo di materiali formativi, vitto, alloggio in camerata o posto tenda è di 70 euro.
posti disponibili al momento sono 35.

Obiettivi del bando

La Summer School è una opportunità per coloro che desiderano contribuire attivamente a un futuro finanziario etico, sostenibile e responsabile apprendendone i fondamenti.
Il Bando sosterrà un massimo di 35 partecipanti che avranno la possibilità di approfondire le connessioni tra finanza etica, ambiente, dinamiche sociali e comunitarie, prosperità ed economie alternative.

La Summer School si pone i seguenti obiettivi:

  • potenziare le competenze critiche delle persone partecipanti
  • promuovere il dialogo e la collaborazione
  • offrire opportunità pratiche di applicazione dei concetti appresi
  • ispirare la formazione di una comunità responsabile
  • favorire la capacità di prendere decisioni finanziarie etiche e sostenibili per contribuire al benessere della società e dell’ambiente
  • per raggiungere questi obiettivi la Summer School è pensata con momenti formativi frontali, laboratoriali, esperienziali e di studio individuale.

Per raggiungere questi obiettivi, la Summer School è pensata con momenti formativi frontali, laboratoriali, esperienziali e di studio individuale.

Il programma

Primo giorno.
Mattina dedicata alla condivisione di un Patto formativo per integrare le aspettative delle persone partecipanti e fornire nozioni di base e sviluppare un filo conduttore sui temi: “Community” e “Etica”.
Il patto intende creare un ambiente educativo, stimolante e coinvolgente.
Nella seconda parte della giornata, affronteremo la relazione tra finanza e povertà, a partire dal caso della povertà energetica, introducendo il tema dell’economia ecologica e del ruolo della finanza etica nel promuoverla.

Secondo giorno 
Incentrato sui temi della povertà relazionale ed educativa, della prosperità e della relazione tra finanza mainstream e armi. Attraverso dibattiti, giochi, workshop e momenti di approfondimento, analizzeremo la complessa relazione tra le diverse forme di povertà e il ruolo della finanza etica nel contrastarle.

Terzo giorno 
Dedicato ad attività formative e interattive sui temi della finanza etica, degli investimenti sostenibili e delle politiche economiche a supporto di una economia giusta ed equa.

Quarto giorno.
Mattinata 
dedicata al debriefing, con la verifica del patto formativo e le prospettive per il futuro. 
La Summer School si chiuderà con un brunch, festeggiando insieme la fine del percorso formativo.

Nasce D!F. Donne in finanza

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Nasce D!F. Donne in finanza

Il collettivo di donne del Gruppo Banca Etica debutta pubblicamente in occasione della presentazione de Il coraggio di contare, organizzata a Bologna da Mondo Donna

In occasione della presentazione del libro Il coraggio di contare di Natascha Lusenti, in programma il 23 aprile a Bologna, compare per la prima volta in un’iniziativa pubblica D!F. Donne in finanza, il collettivo nato all’interno del Gruppo Banca Etica.
La presentazione è promossa da MondoDonna e UDI Bologna, con il patrocinio del Comune di Bologna. Dialogheranno con l’autrice Natascha Lusenti, scrittrice e giornalista di Radio2, diverse realtà attive sul territorio sui temi della violenza di genere e dell’autonomia delle donne. Per D!F interverrà Caterina Pozzi, presidente nazionale del CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, già alla guida di una importante realtà del territorio bolognese, da anni impegnata nei percorsi di accoglienza e inclusione e volto noto a Bologna per il suo lavoro nel sociale.

È possibile iscriversi all’incontro del 23 aprile alle ore 17.30, presso la Biblioteca Oriano Tassinari Clò (Via di Casaglia 7, Bologna), a questo link.

D!F. Donne in finanza
D!F nasce come spazio di elaborazione e azione che attraversa la finanza etica con uno sguardo femminista. Mette in discussione le logiche che governano il sistema finanziario e lavora alla costruzione di pratiche economiche più giuste, inclusive e partecipate. Tra i temi di lavoro del collettivo c’è anche la violenza economica di genere, affrontata sia sul piano culturale sia attraverso percorsi di educazione e autonomia finanziaria.
Il collettivo attiva percorsi di formazione, confronto e produzione culturale per ripensare il modo in cui si esercita il potere nei contesti economici e finanziari, valorizzando il contributo delle donne e delle persone non binarie.
questa iniziativa segna la prima uscita pubblica di D!F. Donne in finanza: un nome, un segno riconoscibile, un punto di partenza. DA qui prende forma un lavoro che punta a costruire, nel tempo, nuovi modi di intendere e praticare la finanza.

Per informazioni su D!F. Donne in finanza è possibile scrivere a setti.fondazione@bancaetica.org